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1922 - 1928 La costruzione e le prime corse sui
tracciati originari.
1929 - 1939
In seguito all'incidente di Materassi, si usano tracciati alternativi.
1940 - 1954 Dopo l'interruzione per la guerra, riprende l'attività nel 1948.
1955 - 1971
La costruzione della pista di alta velocità e altre importanti opere..
1972 - 1978
Chicanes e varianti per ridurre la velocità
1979 - 1988

Nuove opere per l'ammodernamento dell'autodromo.
1989 - 1997
Il nuovo complesso box e gli interventi per la sicurezza.
1998 - OGGI
I nuovi edifici ospitalità e gli ammodernamenti tecnologici.

PHOTOGALLERY: GALLERY 1929 - 1939
1929-1939 TRACCIATI ALTERNATIVI DOPO L'INCIDENTE DI MATERASSI

Nel 1929 le vetture gareggiarono soltanto per il Gran Premio di Monza che, per motivi di sicurezza, fu disputato usufruendo unicamente dell’anello d'alta velocità: Varzi su Alla Romeo e Alfieri Maserati su Maserati toccarono per la prima volta i 200 chilometri l'ora nel giro più veloce. Il medesimo anello fu utilizzato nel 1931 per un Gran Premio Monza motociclismo che fece registrare per merito del vincitore assoluto Taruffi su Norton medie sul giro di quasi 170 chilometri orari. Nel frattempo il presidente della Commissione Sportiva Automobilistica, l'appassionato mecenate siciliano Vincenzo Florio, aveva studiato un nuovo tracciato il quale, lasciando inalterate le strutture del circuito, utilizzava la sola parte stradale la curva sopraelevata Sud, raccordate da un breve rettifilo e da due curve a 90'. Il cosiddetto "circuito Florio", dello sviluppo complessivo di circa 6.680 metri, fu impiegato anche dalle motociclette e nell'edizione d'ante guerra vi si corsero - tanto per le due quanto per le quattro ruote - i Gran Premi del 1938.

Il circuito completo di 10 chilometri venne ripreso dalle auto da Gran Premio nel 1932 e 1933, anno in cui sulla curva sopraelevata Sud perdettero la vita a causa di una macchia d'olio Campari, Borzacchini e Czaykowski. Il triplice incidente mortale portò ad una serie di scelte alternative, la peggiore delle quali deve ritenersi quella adottata nel 1934, anno in cui furono utilizzati settori comprendenti la curvetta Sud, la curva sopraelevata Sud, il breve raccordo del "circuito Florio" e metà del rettifilo delle tribune con una curva di ritorno da affrontare da fermo: sul circuito furono inserite due "chicanes" artificiali, il tutto con il risultato che le medie furono estremamente modeste: i vincitori Fagioli e Caracciola su Mercedes toccarono appena i 105 chilometri orari. Nei due anni successivi le automobili tornarono al "circuito Florio" costellato di 'chicanes", nel 1937 si gareggiò sul circuito di Livorno e nel '38 si ebbe l'ultima esibizione sul "circuito Florio", coronata dalla splendida vittoria di Tazio Nuvolari su Auto Union davanti alla forte squadra della Mercedes.

Per motivi di scelta politica nel triennio 1932-34 le motociclette erano state trasferite a Roma e avevano disputato il loro Gran Premio sul circuito del Littorio, Riapparvero a Monza nel critico 1935, l'anno della guerra etiopica e delle sanzioni economiche contro l'Italia, prendendo parte ad una gara a solo carattere nazionale sul circuito completo di 10 chilometri: in quella edizione la Guzzi 500 bicilindrica stabilì una media generale di oltre 170 orari e la Rondine 500 a quattro cilindri sovralimentata su per i 172 km/h nel giro più veloce.

Riacquistata la veste di "classica" internazionale nel biennio 1936-37, la competizione motociclistica mise in evidenza su un tracciato veloce come quello monzese la netta supremazia delle macchine italiane rispetto alle più celebrate creazioni tedesche. In entrambe le edizioni le Moto Guzzi 250 superarono agevolmente e a medie assai elevate, superiori a quelle stabilite contemporaneamente nella classe 350, la DKW a 2 tempi sovralimentata, mentre nella classe 500 le BMW bicilindriche con compressore furono battute nel 1936 dalla Moto Guzzi bicilindrica di Tenni e nel 1937 dalla quattro cilindri Gilera sovralimentata di Aldrighetti che ottenne sul giro più veloce una media di oltre 177 orari.

Nel 1938 fu messo in atto un ampio programma di modifiche dell’impianto che comprendeva il rifacimento del tracciato stradale, l'abbattimento delle due curve sopraelevare della pista di velocità, la realizzazione di una nuova e capace tribuna d'onore in cemento armato, di nuovi box e fabbricati di servizio, il rinnovamento degli impianti delle classifiche per il pubblico. I lavori incominciarono dopo la disputa del Gran Premio d'Italia a metà settembre e furono completati entro l'anno successivo. Per quanto riguarda il tracciato stradale, il rettifilo centrale venne spostato più ad ovest e raccordato al rettifilo delle tribune mediante due curve caratterizzate da un raggio di 60 metri e da un'ampiezza di 90" le quali, per via del tipo di pavimentazione, furono denominate "curve in porfido".

Il nuovo tracciato misurava 6.300 metri e fu utilizzato fino a tutto il 1954. La nuova tribuna, capace di 2.000 posti a sedere, con ristorante a piano terra e sovrastante torretta per i cronometristi, i trenta box di rifornimento ricostruiti in muratura, l'ingresso monumentale della pista, l'aumentato numero delle dimesse, il rifacimento o la costruzione ex-novo di fabbricati adibiti ai più vari compiti, costituirono il nucleo delle innovazioni apportate all'impianto nell'imminenza della seconda guerra mondiale.

Poterono essere utilizzate soltanto in alcune sedute sperimentali, come quelle relative all'inedita Alfa Romeo 512 a motore posteriore e alla Bianchi 500 a quattro cilindri sovralimentata.