|
|
PHOTOGALLERY: GALLERY 1955 - 1971
1955-1971 LA COSTRUZIONE DELLA PISTA AD ALTA VELOCITA'Per la migliore utilizzazione del circuito, nel 1959, a seguito del crescente successo di adesioni alla formula addestrativa junior che si valeva di vetture monoposto azionate da motori di serie di 1.100 cc (generalmente Fiat 1100 o Lancia Appia), venne realizzato un raccordo di pista collegante a Nord il rettifilo delle tribune con quello centrale; detto raccordo, ad andamento sinuoso, dà luogo ad un tracciato che include la curva "parabolica" e che in origine misurava 2.385 metri, mentre ora, dopo lievi modifiche all'entrata, ne misura 2.405.
Su questo breve tracciato si sono svolte le gare per la formula junior ed altre competizioni automobilistiche e motociclistiche minori. Nel 1961 fu attuato un importante piano di opere di sicurezza che interessavano l'intero circuito combinato di 10 chilometri e comportavano sistemi di protezione in reti rinforzate e "guard-rails"- accuratamente progettati e realizzati. Nel 1963 fu interamente ricostruita la zona dei box con l'abbattimento del fabbricato esistente che ospitava ventiquattro box di rifornimento e ventidue di rappresentanza.
Le opere compresero la realizzazione di una corsia di servizio protetta da antistante muretto, la ricostruzione in posizione più arretrata di trenta box di rifornimento e di altri otto con funzioni tecniche, mentre per la direzione gara fu costruito un edificio a tre piani, con relativi servizi. Frattanto nel 1962 era stato costruito, su richiesta della Federazione Italiana Autoveicoli d'Epoca, un padiglione situato dietro il recinto delle rimesse e destinato ad accogliere autoveicoli e motoveicoli. Si tratta di una costruzione moderna ed architettonicamente originale, con pianta a forma di rombo e copertura costituita da due volte a vela a pianta triangolare. il padiglione occupa un'area di 850 metri quadrati ed ospita numerosi modelli normali e da competizione, tra i quali alcuni pezzi rari, a testimonianza dell'evoluzione della teorica motoristica dalle sue origini. Per iniziativa dell'Autodromo, a partire dal 1964 prese corpo una nuova formula addestrativa, la formula "Monza", riservata a vetturette monoposto azionate da motori Fiat 500 a sogliola; dal 1965 a tali vetture venne destinato un trofeo a prove multiple che si effettuavano prevalentemente in notturna.
Per rendere attuabile tale svolgimento il tracciato junior venne dotato di un impianto di illuminazione comprendente 218 proiettori con lampade in tungsteno, collocati su 50 pali di sostegno alla distanza di circa cinquanta metri l'uno dall'altro ed orientati in modo da evitare l'abbagliamento. Appartengono al medesimo periodo le opere realizzate per migliorare le condizioni di sicurezza alla curva "parabolica", dove il terrapieno che aveva causato l'incidente mortale di cui fu vittima lo svizzero Spychiger durante la 1.000 Chilometri del 1965 fu arretrato di venticinque metri, mentre l'area compresa tra la pista ed il nuovo terrapieno fu trasformata in zona di decelerazione con fondo di sabbia. In aggiunta alle competizioni per ogni categoria di autovetture e motociclette, da anni si andavano svolgendo all'Autodromo le più svariate attività. Dal 1950 la pista, quando non impegnata per le gare, per prove ufficiali o impegni in esclusiva era stata aperta alla libera circolazione del pubblico previo il pagamento di un modesto pedaggio. Nell'area interna erano stati ricavati un campeggio, una piscina olimpionica con servizi, una pista circolare per automodelli, tutti impianti di notevole richiamo per il pubblico.
In pista, oltre alle normali prove sportive ed ai numerosi tentativi di record, si sono effettuate presentazioni di nuovi modelli di autovetture, prove di consumo e prove tecniche di vado genere; nel grande salone sottostante la tribuna d'onore si tennero alcune sfilate di moda sportiva Una manifestazione inaugurata nel 1966 e tuttora assai vitale, che si tiene all’inizio di settembre in concomitanza con le massime gare motoristiche nazionali, il Festival dell'Autodromo.
La sua espressione più significativa costituita dalla mostra dei veicoli sportivi e degli accessori che è ospitata in un apposito padiglione in struttura smontabile eretto nel prato tra i due rettifili principali, dietro il villaggio dell'Autodromo. Nel padiglione trovano posto annualmente le macchine destinate alla pratica degli sport motoristici e regolarmente in listino presso i rispettivi costruttori, ma anche pezzi unici di interesse singolare: alla prima edizione del Festival fu presente la famosa Lotus Ford con la quale Jim Clark vinse a Indianapolis nel 1965 e più tardi apparve anche la Hawk Special vincitrice con Andretti nel 1969 alla medesima classica statunitense; auto da corsa della Ferrari, Alfa Romeo, McLaren, Matra, Ligier, Porsche, per citare soltanto le firme più prestigiose, sono state presenti a questa frequentatissima esposizione. La rassegna dei veicoli sportivi e dei relativi accessori venne affiancata da altri elementi di attrazione come luna park, mostre gastronomiche, prove di vetture normali riservate al pubblico ed organizzate in pista dalle case costruttrici, competizioni di "dragster" e di "stunt cars". Grande entusiasmo suscitava, durante i Gran Premi, la spettacolare esibizione delle "Frecce Tricolori", la pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare. Il circuito stradale, dello sviluppo di 5.750 metri, inaugurato nel 1955, è stato quello maggiormente impiegato nella storia dell'Autodromo di Monza: tredici volte fino al 1971 per i Gran Premi automobilistici e diciassette volte fino al 1972 per quelli motociclistici.
A causa dell'abbastanza frequente cambiamento di formula tecnica delle autovetture, un raffronto attendibile delle prestazioni e del loro sviluppo è possibile per le monoposto soltanto a partire dal 1966, anno in cui fu adottata la formula con motori di 3.000 cc. In quell'anno la media sul giro più veloce (Scarfiotti-Ferrari) fu di 224 chilometri orari, per salire a 233,960 nel 1967 (Clark-Lotus), a 239,300 nel 1968 (Oliver-Lotus), a 242,950 nel 1969-70 (rispettivamente Beltoise-Matra e Regazzoni-Ferrari), ed infine a 247 chilometri nel 1971 (Pescarolo-March). In prova, nello stesso 1971, Chris Amon e la Matra avevano abbondantemente superato i 251 orari. Le più potenti e veloci motociclette di 500 cc avevano superato sul giro i 180 chilometri orari nel 1955 (Duke-Gilera), i 190 orafi nel 1957 (Liberati-Gilera) e i 200 orari nel 1970 (Agostini-MV Agusta); Agostini detiene anche il record motociclistico assoluto della pista con la media di 204,545 km/h, stabilita nel 1971. Nella primavera dello stesso anno si avviarono lavori' per migliorare le condizioni recettive e di visibilità del pubblico: la costruzione di una tribuna coperta in cemento armato della capienza di 2.000 posti, realizzata con il contributo della Shell, all’esterno dell'entrata della curva "parabolica" e l'erezione di terrapieni lungo il tratto di rettifilo precedente la citata tribuna Shell e lungo l'intero perimetro della zona all’interno della stessa curva, con gradinate in cemento armato capaci di oltre 10 mila posti a sedere.
ITALIAN site
ENGLISH site




