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PHOTOGALLERY: GALLERY 1972 - 1978
1972-1978 CHICANES E VARIANTI PER RIDURRE LA VELOCITA'Per ridurre le alte velocità, grazie agli alettoni, delle Formula 1 in curva, vennero realizzate alcune "chicanes" che poi furono trasformate in vere e proprie varianti. La Lotus vinse 4 Gran Premi d'Italia su 6. Grandi campioni vittime d'incidenti: Pasolini e Saarinen nel Gran Premio motociclistico del 1973 e Peterson in quello automobilistico del 1978.
Nuove misure di sicurezza s'imponevano nel frattempo in relazione al progressivo aumento delle prestazioni delle vetture. Ciò era dovuto, oltre all'accresciuta potenza dei motori, all'adozione di pneumatici di grande sezione con mescola ad alto coefficiente di aderenza e battistrada liscio, nonché a dispositivi aerodinamici come gli "alettoni" posteriori ed i "baffi" anteriori che consentivano velocità in curva assai superiori al passato. Le condizioni generali di equilibrio che ne scaturivano in gara avevano determinato a Monza competizioni sempre più accese e pericolose, con raggruppamenti di numerose vetture nelle posizioni di testa; le vetture stesse si erano fatte d'altra parte sempre più leggere e più fragili. Nel 1969 il Gran Premio d'Italia si era concluso in volata; nel 1970 Regazzoni aveva potuto emergere dal gruppo distanziandosi intelligentemente a pochi giri dal termine; nel 1971 si ebbe un altro arrivo in volata fra cinque vetture raggruppate nello spazio di pochi metri. Come si è già avuto modo di sottolineare, questi caroselli avvenivano a medie generali sempre più prossime ai 250 chilometri orari.
In conseguenza a questo sviluppo delle vetture e di concerto con la G.P.D.A. (Grand Prix Drivers Association) nel 1972 furono realizzate due "chicanes" che avevano lo scopo di ridurre la velocità all'entrata delle curve più rapide del tracciato, la curva "Grande" o "Curvone" al termine del rettifilo delle tribune e la curva "Ascari" o curva del "Vialone". Tali "chicanes" avevano una funzione selettiva per vetture e piloti. La prima fu collocata sul rettifilo delle tribune in corrispondenza all'entrata del raccordo junior e consisteva in una S, sui 24 metri di larghezza della pista in quel punto, mediante due successive isole centrali, delimitate da "guard-rail" e separate da un passaggio largo 9 metri. La seconda fu realizzata all'entrata della curva del "Vialone" e consisteva in una S di forma allungata, costituita da una curva sinistra di breve ampiezza e raggio seguita da una curva destra di maggiore raggio e circa 80° di ampiezza, ed infine da una curva sinistra d'ampiezza di 52° la cui uscita immetteva sul rettifilo centrale. Su questo circuito, che misurava 5.775 metri, la velocità sul giro ottenuta con le monoposto scese a poco meno di 216 km/h. La media più elevata sul giro di questo circuito (223,501 Km/h) fu ottenuta nel 1975 da Clay Regazzoni su Ferrari. Sul medesimo tracciato si disputarono anche altre significative manifestazioni automobilistiche, dalla 4 Ore per vetture Turismo, alla 1.000 Chilometri che tuttavia, aveva perduto il prestigio di un tempo a causa della inopportuna modifica della sua formula e del progressivo disinteressamento delle Case costruttrici, al Gran Premio della Lotteria, che dopo essere stato retto dalla formula 2, è stato riservato alle monoposto di formula 3 che hanno fatto registrare risultati tecnici e sportivi di prim'ordine.
Successivamente alle "chicanes", nel 1973 venne costruita una nuova tribuna a Lesmo, con struttura in ferro e muratura, in sostituzione della tribunetta installata nel 1948. Le "chicanes" si rivelarono, però, una soluzione di ripiego e determinarono numerosi incidenti e collisioni, sia pure di lieve entità. D'altra parte, parallelamente alle vetture, all'inizio degli anni Settanta anche le motociclette adottarono pneumatici di grandi dimensioni con mescola ad alto coefficiente di aderenza e più tardi a battistrada liscio che, permettendo ai piloti maggiori inclinazioni laterali, esaltavano le prestazioni velocistiche in curva accrescendo notevolmente il rischio di caduta e quindi il numero degli incidenti. Le moto peraltro continuavano a utilizzare il tracciato stradale senza "chicanes" e nella prima metà del 1973 si verificarono al "Curvone" due gravi incidenti. Il primo avvenne durante il Gran Premio delle Nazioni: poco dopo la partenza della classe 250, il grippaggio di un pistone della moto di Renzo Pasolini provocò una caduta generale che causò la morte dello stesso Pasolini e del finlandese Jarno Saarinen. Quaranta giorni più tardi, nel corso di una gara per Juniores, caddero e si ferirono mortalmente allo stesso punto i piloti "gentlemen" Chionio, Galtrucco e Colombini Da quel momento, e sino al 1981, il Gran Premio motociclistico fu trasferito in altra sede e le moto gareggiarono a Monza soltanto sulla pista junior per i campionati minori. Anche in questo campo si erano toccati limiti di prestazione elevatissimi: poche ore prima di cadere vittima del mortale incidente, Pasolini aveva superato i 200 di media sul giro con una 350 cc.
A seguito della grave situazione creatasi anche in campo automobilistico per i continui anche se non gravi incidenti che denunciavano l'inefficienza delle "chicanes", nei tre anni seguenti si intrapresero lavori di notevole portata per sostituire le stesse con tre modifiche di rallentamento del tracciato della "chicane" del Vialone, sostituendo la stretta curva iniziale con un'altra di maggiore ampiezza e modificando il successivo andamento; in prosecuzione del rettifilo d'imbocco fu creato un ampio spazio di sicurezza con letto di sabbia e reti frenanti. Nel 1976, in sostituzione della "chicane" situata sul rettifilo delle tribune fu realizzata, nel tratto del medesimo rettifilo dopo l'inizio della curva Nord della pista di velocità, una variante costituita dalla successione di due curve sinistre e due curve destre alternate, di raggio e di ampiezza tali da ridurre la velocità di percorrenza a circa 100 km/h all'ingresso e 120 km/h alla fìne. La velocità massima sul rettifilo d'imbocco della curva Grande veniva così ridotta da oltre 300 a circa 180 km/h. Contemporaneamente un'altra variante fu costruita a circa 300 metri dall'ingresso della prima curva destra di Lesmo, costituita da una curva sinistra seguita da una curva destra e comportante la diminuzione della velocità massima sul rettifilo d'imbocco da 280 a 180 km/h. Anche queste due ultime varianti furono dotate di adeguati spazi di sicurezza sistemati a sabbia e di reti frenanti. L'introduzione delle tre varianti, che portarono la lunghezza del tracciato stradale a 5.800 metri, ne ridussero notevolmente la velocità di percorrenza. Ronnie Peterson sulla March vinse in quell'anno il Gran Premio d'Italia a 199,749 km/h e stabilì il giro più veloce a 206,120 km/h, limite quest'ultimo migliorato da Mario Andretti con la Lotus nel 1977 (210,696 km/h) e nel 1978 (212,562). L'attività in questo periodo fu concentrata su gare automobilistiche di ogni livello. Per quanto riguarda la maggiore, cioé il Gran Premio d'Italia di F.1, vi furono tre vittorie consecutive della Lotus con E. Fittipaldi (1972), e Peterson (1973 e 1974); quindi la Ferraricon Regazzoni (1975), la March ancora con Peterson (1976), di nuovo la Lotus con Andretti (1977) e la Brabham-Alfa con Lauda (1978). Quest'ultimo Gran Premio fu funestato da un incidente provocato da una collisione poche centinaia di metri dopo la partenza: Ronnie Peterson, ricoverato all'ospedale, si spense il giorno dopo, mentre Vittorio Brambilla si rimise dopo alcuni mesi di degenza.
Nella "1.000 Km di Monza" primeggiarono le Ferrari 312P negli anni 1972 e 1973; dopo la casa Maranello si ritirò dal campionato mondiale sport-prototipi. Negli anni fino al 1978 si ebbero tre vittorie dell'Alfa Romeo 33c e due della Porsche. In questo periodo, il circuito, nei suoi vari tracciati (stradale di 5.800 m, junior di 2.405 m e, più raramente di velocità di 4.250 m), venne utilizzato anche per altre manifestazioni motoristiche di vario genere, tra cui il Trofeo Cadetti Agip con le piccole formule Monza, gare di regolarità, di dragsters, gimkane, scuole di pilotaggio, ma anche non motoristiche come gare ciclistiche e podistiche, di "roller-skating", "roller-skying" e via dicendo. Al di fuori della pista si svolsero attività motoristiche comprendenti trials motociclistici e rallies automobilistici, nonché iniziative non motoristiche di vario genere interessanti il verde, la zoologia, la floricoltura e la gastronomia, e gare di esibizioni di pallacanestro, foot-ball americano, pattinaggio artistico, pugilato, judo, tennis da tavolo e ginnastica. Gare a carattere nazionale e internazionale ebbero luogo sulla apposita pista di automodelli.
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