Sei in: Home > L'AUTODROMO > Storia > Storia del circuito > 1979-1988
1922 - 1928
La costruzione e le prime corse sui
tracciati originari.
1929 - 1939

In seguito all'incidente di Materassi, si usano tracciati alternativi.
1940 - 1954
Dopo l'interruzione per la guerra, riprende l'attività nel 1948.
1955 - 1971
La costruzione della pista di alta velocità e altre importanti opere..
1972 - 1978
Chicanes e varianti per ridurre la velocità
1979 - 1988

Nuove opere per l'ammodernamento dell'autodromo.
1989 - 1997
Il nuovo complesso box e gli interventi per la sicurezza.
1998 - OGGI
I nuovi edifici ospitalità e gli ammodernamenti tecnologici.

PHOTOGALLERY: GALLERY 1979 - 1988
1979-1988 NUOVE OPERE PER L'AMMODERNAMENTO DELL'AUTODROMO

In questo periodo furono apportate numerose e sostanziali modifiche agli impianti e alle protezioni di pista, rese necessarie sia dalle esigenze operative e di comfort, insistentemente avanzate dai concorrenti dei Gran Premi, sia dall'adeguamento delle condizioni di sicurezza alla crescente pericolosità delle vetture di F1.Come è noto, la ricerca del cosiddetto "effetto suolo" perseguita mediante la speciale forma e la sigillatura con bandelle laterali del fondo di queste vetture, nonché la riduzione, anche con artifizi, del peso, e la quasi totale eliminazione delle sospensioni, non soltanto aumentarono ulteriormente la velocità in curva ma ridussero anche sensibilmente il controllo del pilota sul comportamento della vettura stessa. Il pilota risultava infatti per così dire "guidato" dalla macchina in misura proporzionale all'aderenza virtuale che le veniva conferita dai citati espedienti ed era raramente in grado di correggerne le alterazioni del moto dovute a proprio errore o a cause esterne. Da qui l'esigenza di aumentare ulteriormente le misure di sicurezza della pista. Per quanto riguarda gli impianti, le modifiche riguardarono anzitutto la ristrutturazione della zona box.

Aderendo alle richieste della F.O.C.A. (l'Associazione dei costruttori di formula 1), il numero dei box fu aumentato da trenta a quarantasei; dietro ai box venne creato, mediante ristrutturazione di tutta la zona adiacente, un "paddock" e un recinto verifiche di oltre novemila metri quadrati, nel quale i concorrenti potevano muoversi ed operare agevolmente; il corridoio box anteriore venne ampliato da 9 a 12 metri e suddiviso in tre corsie. Nel frattempo venne ampliata la sala stampa raddoppiandone i posti di lavoro per i giornalisti e ricavando locali per l'ufficio stampa dell'organizzazione e, successivamente, una terrazza con bar. Per quanto riguarda le misure di sicurezza, ad un complesso di opere effettuate nel 1979 per l'ampliamento delle banchine esterne delle curve Grande, di Lesmo e del Vialone, con formazione di banchi di sabbia e installazione di speciali barriere terminali in pneumatici in queste due ultime curve, fece seguito l'ulteriore ampliamento della banchina esterna nel tratto di circa 300 metri della curva Grande sino alla curva della Roggia, con conseguente spostamento dell'esistente ponte Dunlop (poi Campari), e l'estensione della banchína esterna lungo gli ultimi 300 metri della curva 'Parabolica, pure con sistemazione in sabbia e installazione di barriere di pneumatici.

Furono inoltre sostituiti i cordoli interni di tutte le varianti con altri di nuovo disegno, più bassi e di profilo più attenuato. La modifica venne apportata soprattutto per le esigenze delle gare motociclistiche e le condizioni dí sicurezza riscontrate durante il Gran Premio delle Nazioni del 1981 si rivelarono del tutto soddisfacenti, ma il problema rimase insoluto per le autovetture non munite di minigonne perché tali cordoli non erano abbastanza aderenti.Furono inoltre realizzate opere di miglioria alle protezioni nella zona della seconda curva di Lesmo sul lato destro della pista, mediante lo spostamento del "guardrail" e creando una strada di servizio per i mezzi di soccorso che giunge fino alla curva del Serraglio. Le opere per migliorare la sicurezza della pista comportarono l'abbattimento di circa 400 alberi che furono rímpiazzati da altri 1.200 di essenze pregiate messi a dimora in altre zone.

Il rinnovamento delle strutture continuò negli anni successivi. Queste le opere eseguite tra il 1982 e il 1988: nuovo podio per la premiazione (1982); ampliamento del paddock con l'aggiunta di 3.500 mq. (1983); sostituzione e copertura di tutte le tribune del rettilineo centrale ai lati della tribuna d'onore per un totale di 8.943 posti (1983-85); rafforzamento dei dispositivi antinvasione lungo tutto il tracciato (barriere invalicabili per evitare l'invasione della pista prima del termine della gara, 1985); modifica del raccordo junior con l'estensione delle zone di sicurezza in entrata e in uscita; costruzione di un nuovo fabbricato del campeggio per l'accettazione, gli uffici e lo spaccio; ripavimentazione dei 20.000 mq. del paddock, di cui 3.500 rivestiti con mattonelle ecologiche (1986); rifacimento della copertura della tribuna di Lesmo, crollata dopo una eccezionale nevicata (1987); sostituzione delle triburaette della curva Sud con una nuova tribuna coperta capace di 2.500 posti (1988); sostituzione di tutte le reti frenanti con barriere di pneumatici e la triplicazione di circa 3.000 metri di guard-rail a notevole miglioramento delle protezioni di pista (1988-89).

Anche in questo periodo l'avvenimento di maggiore richiamo per il pubblico fu il Gran Premio d'Italia di F.1, sempre disputato sulla pista stradale di km. 5,800 rimasta invariata nel tracciato dal 1976.Nel 1979 la Ferrari tornò alla vittoria con Scheckter alla media di 212,185 km/h. Questo successo gli diede il titolo di campione del mondo conduttori di Formula 1. Nel 1980 il Gran Premio d'Italia venne disputato sul circuito di imola, con la vittoria di Piquet su Brabham. Nel 1981, il Gran Premio, tornato a Monza, venne vinto da Prost su Renault. La passione degli sportivi venne continuamente sollecitata dalla sfida tra Ferrari, Renault, Brabham, McLaren, Williams e altre famose scuderie che con le loro monoposto ora dotate di motori turbocompressi da un litro e mezzo di cilindrata determinarono un notevole incremento delle potenze specifiche e, quindi, un considerevole aumento delle medie generali. Se infatti nel 1982 Arnoux vinse il Gran Premio con la Renault a oltre 219 Km/h di media, nel 1987, dopo un costante aumento delle velocità anno per anno, si arrivò agli oltre 232 km/h con cui Piquet portò alla vittoria la sua Williams.

L'ultimo trionfo di un motore sovralimentato a Monza fu quello della Ferrari di Berger, seguito al secondo posto dal compagno di squadra Alboreto, nel 1988, proprio poche settimane dopo la scomparsa di Enzo Ferrari. Da segnalare in questi anni le tre vittorie di Piquet (nel 1983 su Brabham e nel 1986 e 1987 su Williams), di Lauda (nel 1984 su McLaren) e di Prost (nel 1985 su McLaren).

Altri importanti appuntamenti sportivi del periodo furono quelli con la classica "1000 Km" - Trofeo Caracciolo (disputata su distanze più brevi nell'85 e nell'86) valida per il mondiale delle vetture Sport, che fece registrare una supremazia delle Porsche tra '83 e l'86 e della Jaguar nel '87 e '88. Nel 1988 debuttò poi a Monza il campionato internazionale di F.3000, una vera e propria anticamera della F.1, e per quattro volte (1981, 1983, 1986, 1987) furono ancora di scena i bolidi a due ruote del campionato mondiale motociclistico di velocità con il tradizionale Gran Premio delle Nazioni che nelle cilindrate maggiori vide la conferma del predominio delle marche giapponesi (Yamaha e Honda) le cui mezzo litro a quattro cilindri riuscirono a superare i 190 Km orari di media nel giro più veloce. Tra i piloti si distinsero quelli della scuola americana Roberts, Spencer e Lawson e l'australiano Gardner. La bandiera dell'industria europea venne tenuta alta dalle 125 italiane Garelli, e durante il Gran Premio del 1986 il vincitore Fausto Gresini raggiunse una media record sul giro di quasi 168 chilometri orari.