skid test

Skid car, il “pattino” per auto che simula la mancanza di aderenza

Lo skid car è un apparecchio che si applica alle ruote posteriori dell’automobile e permette di eseguire simulazioni di guida in condizioni di scarsa aderenza. Lo skid test è utile per allenare controsterzo e sovrasterzo ed imparare a controllare la propria auto anche in situazioni di pericolo e rischio di sbandamento.

Saper controllare la propria auto anche in condizioni non ottimali è un requisito fondamentale per qualsiasi pilota, professionista o amatore. Una strada sdrucciolevole, bagnata o addirittura ghiacciata può rappresentare un pericolo se non si è in grado di gestire la mancanza di aderenza delle ruote. Per imparare a farlo, ci si può sottoporre ad allenamenti ed esami specifici. Tra questi, uno dei più efficaci è senza dubbio il test realizzato con lo skid car, un’apposita apparecchiatura che simula particolari condizioni di guida. Ma cos’è precisamente lo skid car? Come funziona? A cosa serve? Affrontiamo una domanda alla volta.

Sogni di guidare in pista? Leggi qui

Skid car, cos’è e come funziona il pattino per auto

Un grande monopattino in metallo. Ad una prima occhiata, si presenta così lo skid car: un carrello metallico rettangolare con quattro rotelle posizionate negli angoli. Ecco perché è anche detto skate car, cioè pattino per auto. Lo skid car si applica alle ruote posteriori dell’automobile e permette di sollevare il retrotreno. Inoltre, è possibile impostare diversi livelli di aderenza, fino ad azzerarla completamente (replicando, così, l’effetto del sovrasterzo).

Skid test, imparare a controllare l’automobile in assenza di aderenza

Lo skid car è ampiamente utilizzato sia nei test per piloti sia nei corsi di guida sicura e guida sportiva, perché consente di simulare in modo estremamente realistico delle condizioni di perdita di aderenza mentre si è alla guida. In particolare, lo skid car consente di allenare la manovra di controsterzo. Saper gestire la propria macchina nelle situazioni in cui le ruote sembrano sfuggire e non rispondere ai comandi è cruciale per mettere al sicuro sé stessi, i propri passeggieri e, se si guida su una strada pubblica, tutti gli altri automobilisti. Imprevisti e pericoli, infatti, possono essere sempre in agguato e ad un bravo pilota sono richiesti sangue freddo e capacità tecniche utili a contrastarli.

Vuoi diventare un vero pilota? Ecco come fare

 

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Un concerto celebrativo della Banda della Guardia di Finanza per il centenario dell’Autodromo Nazionale Monza

La sera di sabato 3 settembre il complesso stabile del Corpo si esibirà sulla griglia di partenza con brani classici e moderni. Una performance di un’ora e mezza aperta al pubblico

La Banda musicale della Guardia di Finanza celebrerà il centenario dell’Autodromo Nazionale Monza suonando sulla griglia di partenza del Circuito il prossimo 3 settembre. Ad esattamente cento anni di distanza dal giorno in cui il Tempio della Velocità ospitò la sua prima gara nel 1922, il complesso stabile del Corpo si esibirà in un concerto di un’ora e mezza sulla linea di partenza che, la settimana successiva, sarà calcata dalle monoposto di Formula 1.

La performance musicale inizierà alle 19 e sarà aperta gratuitamente al pubblico che potrà accedere al Circuito dall’ingresso di viale Vedano 5 a Monza e seguire il concerto dalla tribuna centrale. Il repertorio spazierà dalla musica classica a quella contemporanea con un’attenzione particolare ai brani di musica italiana.

La Banda musicale della Guardia di Finanza ha suonato in Autodromo lo scorso anno l’Inno di Mameli per il Formula 1 Gran Premio d’Italia 2021. Il complesso artistico stabile è nato nel 1926 ed è composto da 102 esecutori, titolati dai diversi Conservatori nazionali. Le esibizioni della banda riscuotono sempre maggiori consensi di pubblico, tanto che quest’anno è stato loro richiesto di aprire in diretta la serata finale del Festival di Sanremo.

Maggiori informazioni sull’iniziativa celebrativa in Autodromo e le indicazioni dettagliate per assistere al concerto di sabato 3 settembre sono disponibili sul sito www.monzanet.it


leggi su auto d'epoca

Breve guida sulla normativa per auto d’epoca

Possedere e guidare un’auto d’epoca rappresenta un sogno dal sapore vintage per moltissimi appassionati di motori. Sulle automobili d’epoca, però, si fa spesso confusione, confondendole con le auto di interesse storico, non avendo ben chiari i vantaggi di cui si può godere possedendone una o non conoscendo a fondo le norme sulla loro circolazione su strada. Questa rapida guida serve a fare un po’ di chiarezza.

Agli occhi di un appassionato di motori, le monoposto che sfrecciano sulle piste di un Gran Premio di Formula 1 hanno l’indiscutibile fascino della velocità e della potenza. In quanto ad appeal, però, le più lente e meno performanti auto d’epoca non hanno nulla da invidiare. Ed infatti, chi ama davvero le automobili sogna di possederne una. In molti casi, però, si fa confusione su cosa sia una macchina d’epoca e su quale sia la normativa che la regolamenta. Quali sono i requisiti che rendono d’epoca un’auto? Cosa distingue le automobili d’epoca da quelle di interesse storico e collezionistico? Come funziona il pagamento del bollo e dell’assicurazione per questo tipo di vetture? Possono circolare liberamente su strada? Ecco tutte le risposte.

Sai come si diventa pilota di auto?

Quando una macchina diventa d’epoca: i requisiti

Si può iniziare dalla definizione di auto d’epoca, racchiusa nell’articolo 60 (comma 2) del Codice della strada:

“i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal PRA perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri”.

Questo breve testo dice molto su quali siano i requisiti di un’auto d’epoca, ai quali si aggiungono altre caratteristiche previste da ulteriori previsioni normative. Facendo una sintesi generale, è possibile affermare che una macchina d’epoca è tale quando:

  • appartiene a un modello che è stato inserito da almeno 30 anni nel registro ASI;
  • ha almeno 20 anni di età;
  • è in buono stato di conservazione;
  • è perfettamente conforme alla fattura originale (di conseguenza, il proprietario deve possedere il relativo certificato di conformità);
  • è stata cancellata dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA);
  • è iscritta ad un registro storico.

Leggi anche i requisiti per le auto storiche

Quanto costano bollo e assicurazione per un’auto d’epoca?

Una volta accertati questi requisiti, si può affermare di avere un’auto d’epoca. A questo punto, però, può sorgere un’ulteriore domanda: di quali benefici gode il proprietario di una vettura d’epoca? La prima risposta è senza dubbio il piacere di guidare una macchina che ha fatto la storia e che ha un fascino davvero unico. Al di là dei (sempre validi) motivi romantici, però, ci sono anche ragioni più concrete per far riconoscere la propria auto come macchina d’epoca. Si tratta soprattutto di vantaggi economici e fiscali, relativi al bollo auto e all’assicurazione. Il primo non è dovuto mentre la seconda può essere sottoscritta a tariffe molto agevolate. Al contempo, però, l’auto storica è soggetta a una specifica tassazione di proprietà, pari a circa 30 euro l’anno.

Le auto d’epoca possono circolare?

Ai vantaggi fiscali fanno da contraltare le limitazioni di circolazione. Chi possiede un’auto d’epoca, infatti, non può andarci in giro per strada come e quando vuole. La circolazione di questo tipo di autovettura è limitata alla sola partecipazione a sfilate, gare e raduni, previo rilascio di una specifica autorizzazione., valida solo per la località e il percorso indicati. Per il resto del tempo, le macchine d’epoca devono starsene ben protette in un garage privato o in bella mostra in un museo. E questa è la differenza maggiore rispetto alle auto di interesse storico o da collezione, che invece possono circolare liberamente, sempre che rispettino le caratteristiche richieste per qualsiasi vettura.

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L’Autodromo Nazionale Monza entra nel Metaverso

Il Tempio della Velocità sarà ricreato nella realtà virtuale nell’anno del suo centenario.

L’Autodromo Nazionale Monza è il primo circuito ad entrare nel Metaverso. Nell’anno del suo centenario, il Tempio della Velocità sarà infatti ricreato nell’universo virtuale e sarà così fruibile dai tifosi per assistere da remoto ad eventi, visitare la pista e le strutture riprodotte in tre dimensioni e partecipare a contest legati al motorsport.

L’annuncio è stato dato oggi da Alessandra Zinno, Direttore Generale dell’Autodromo Nazionale Monza, al Giffoni Film Festival. Il lancio ufficiale del Monza Meta Circuit, la land del Circuito nel Metaverso, avverrà a settembre in occasione del Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2022.

L’Autodromo potrà essere visitato gratuitamente dai tifosi nel Metaverso italiano The Nemesis. Attraverso il proprio computer o smartphone, gli utenti potranno scegliere un avatar ed accedere al mondo virtuale e interattivo, prendendo parte ad esperienze immersive e incontrando altri appassionati.

Nel corso di un panel al festival del cinema per ragazzi, Alessandra Zinno ha spiegato: «Lo scorso anno siamo stati i primi a lanciare gli NFT del Circuito e da settembre saremo presenti nel Metaverso, segnando ancora una volta un primato. Il Monza Meta Circuit fornirà nuove opportunità di interazione non solo con il pubblico, ma anche con clienti e sponsor».

«Alla realtà, uniremo le esperienze nel mondo virtuale che ci consentiranno di coinvolgere gli spettatori in eventi studiati appositamente per il Metaverso e fornire allo stesso tempo una nuova opportunità di visibilità per i brand. Nelle prossime settimane illustreremo tutte le possibilità che offriremo ai nostri appassionati», conclude.

Il Monza Meta Circuit sarà realizzato dalla start up italiana Rocket Dreams attraverso Nfactory. La factory specializzata in prodotti per il Metaverso seguirà la progettazione degli ambienti virtuali e delle esperienze offerte agli utenti, supportata da Wheelz Magazine per la brand strategy. (d.c.)


Provincia MB e Autodromo Nazionale Monza insieme per promuovere la Brianza in occasione dei 20 anni di Ville Aperte in Brianza e dei 100 anni del Circuito

Durante il prossimo settembre saranno celebrati due anniversari importanti per la Brianza ed il suo territorio. In vista degli appuntamenti pre-autunnali in cui si festeggeranno i venti Anni di Ville Aperte in Brianza ed i 100 anni del Tempio della Velocità, Provincia MB ed Autodromo Nazionale Monza hanno siglato una convenzione per avviare la prima rete sinergica di comunicazione per valorizzare le eccellenze della Brianza promuovendo la cultura, il turismo attraverso eventi e pacchetti esperienziali.

In questo modo, Provincia ed Autodromo si propongo di promuovere una formula nuova di collaborazione unendo cultura e motori, due elementi che appaiono distanti e contrapposti ma che possono essere messi in dialogo per regalare emozioni, esperienze, creatività e trasmettere quello che viene definito “Italian style”. “Ville Aperte in Brianza è un format che è cresciuto nel tempo per fare conoscere il nostro patrimonio storico dimostrando che la cultura può essere davvero una leva di marketing per promuovere l’intero territorio e tutte le sue eccellenze.

L’Autodromo di Monza già da diverso tempo è inserito nel calendario delle visite guidate: quest’anno volevano dare alla nostra collaborazione una marcia in più, unendo le forze in occasione dei nostri rispettivi compleanni e dimostrare che mondi diversi possono dialogare e raccontare le eccellenze di una terra in cui c’è tanto da scoprire. ” – spiega il Presidente della Provincia MB Luca Santambrogio.

“La sinergia tra Autodromo e Provincia MB consentirà di unire le alte professionalità di due gruppi di lavoro al servizio della promozione del nostro territorio. Ville Aperte in Brianza consente ogni anno a decine di migliaia di persone di conoscere i beni più belli della Brianza, tra cui anche il nostro impianto. La forza comunicativa del Circuito permetterà ora di supportare e ampliare la notorietà dell’iniziativa, con l’obiettivo comune di rendere l’edizione dei vent’anni di Ville Aperte, in occasione del centenario dell’Autodromo, la più partecipata finora.” – spiega il Direttore Generale dell’Autodromo Nazionale Monza Alessandra Zinno.

L’autodromo Nazionale Monza partecipa già da diversi anni a Ville Aperte in Brianza e anche in occasione dei due anniversari, proporrà visite guidate nei luoghi esclusivi del Circuito tramite un percorso che attraversa la storia del luogo, oltre agli ambienti e al backstage del Formula 1 Gran Premio d’Italia e di tutti gli altri eventi motoristici che si tengono all’interno del circuito monzese. Oltre al confermato programma di visite guidate, attraverso la Convenzione, Provincia ed Autodromo si sono impegnati ad instaurare un rapporto sinergico di collaborazione nella promozione delle attività previste nei Piani di comunicazione elaborati per celebrare i rispettivi anniversari con l’obiettivo di aumentare l’ audience di visitatori e offrire una valida e attrattiva offerta turistico-culturale sul territorio.


corona ferrea

La Corona Ferrea della Regina Teodolinda, tra storia e leggenda

La Corona Ferrea, custodita nella Cappella Teodolinda, all’interno del Duomo di Monza, è uno dei simboli più rappresentativi della città. Secondo la tradizione, al suo interno è saldato uno dei chiodi con cui fu crocifisso Gesù. Per questo, la Corona Ferrea è una reliquia di fama mondiale, che per secoli è stata utilizzata per incoronare i Re d’Italia. Un gioiello che vive sospeso a metà tra storia e leggenda.

Ogni città ha i suoi simboli, pezzi di storia che ne rappresentano l’anima profonda. E tra i simboli di Monza, non si può non assegnare un posto di primo piano alla Corona Ferrea della Regina Teodolinda, uno dei pezzi più pregiati che costituiscono il Tesoro del Duomo cittadino. Una Corona il cui valore storico e culturale supera di gran lunga quello materiale, visto che ha attraversato da protagonista secoli di storia dell’Occidente, finendo sulla testa di sovrani del calibro di Carlo Magno e Napoleone. Ancora più forte, però, è il suo valore religioso. La Corona Ferrea, infatti, secondo la leggenda, custodisce nella sua struttura uno dei chiodi con cui venne crocifisso Gesù. Un innesto che è la vera ragione della sua popolarità e che la rende una reliquia per tutto il mondo cristiano. Per tutti questi motivi, la Corona di Teodolinda merita di essere conosciuta meglio.

Conosci il Duomo di Monza?

Come è fatta la Corona Ferrea di Monza?

Solida, preziosa, carica di personalità: è così che appare la Corona Ferrea. Un pregiato manufatto di antica oreficeria, un gioiello a tutti gli effetti, composto da sei piastre in oro (84%) misto ad argento (16%). Ciascuna piastra è divisa in due sezioni: una più grande, impreziosita da una gemma centrale, da rosette e petali in oro e smalti colorati negli angoli, e una più piccola, ornata con tre gemme. In particolare, le pietre presenti sono zaffiri (7), granati (7) e ametiste (4) a cui si aggiungono semplici pezzi di vetro colorato. L’ultimo elemento di rilievo della struttura che va sottolineato è il cerchio in argento che si trova all’interno (per lungo tempo si è pensato fosse in ferro): secondo la tradizione, infatti, è quello il chiodo proveniente direttamente dalla crocifissione di Gesù.

Dove si trova la Corona di ferro della Regina Teodolinda?

Oggi, la Corona Ferrea si trova all’interno del Duomo di Monza, custodita nella Cappella di Teodolinda, insieme alle spoglie dell’amata regina. Alla Corona è dedicato un intero altare, alto sette metri, realizzato nel 1985 su disegno di Luca Beltrami, sotto il regno di Umberto I. Un alloggio maestoso, che nasconde una teca e una cassaforte. Misure di sicurezza straordinarie per quello che viene definito come il gioiello più importante del mondo.

Tutto quello che c’è da vedere a Monza

Leggenda e mito della Corona Ferrea

Tale importanza della Corona Ferrea deriva direttamente dal suo essere considerata una reliquia religiosa. Al di là dell’importanza storica come manufatto di antica oreficeria, infatti, ciò che l’ha resa celebre è stato il suo utilizzo per l’incoronazione di numerosi sovrani occidentali. Utilizzo che trova le sue radici proprio nel carattere religioso della Corona. Ma cosa dice esattamente la tradizione in proposito? Secondo il culto cristiano, all’interno della Corona Ferrea è saldato uno dei chiodi della crocifissione di Gesù. Tale reliquia sarebbe stata rinvenuta nel 326 d.C. da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, durante un viaggio in Palestina finalizzato proprio a riportare alla luce la croce di Gesù, sepolta sul Golgota. In quell’occasione furono però rinvenuti due chiodi (secondo altre fonti, invece, furono quattro): uno venne saldato sull’elmo di Costantino, l’altro sul morso di un cavallo. Il chiodo inserito nell’elmo, due secoli dopo, fu donato da papa Gregorio I alla regina Teodolinda, che lo mise nella Corona Ferrea (l’altro chiodo, invece, è conservato nel Duomo di Milano). Da quel momento in poi, la Corona Ferrea acquistò un valore simboli altissimo per tutti i sovrani, collegandoli direttamente a Dio.

Chi si è fatto incoronare con la Corona Ferrea?

Per questa ragione, furono molti i regnanti che decisero di farsi incoronare con la Corona Ferrea, come Ottone III di Sassonia, Corrado di Lorena, Corrado I di Svevia, Federico I Barbarossa. Stabilirne il numero preciso, soprattutto per quelle avvenute nei secoli più lontani, è complicato e alcune attribuzioni sono storicamente discusse. Tra queste, vi è l’incoronazione di Carlo Magno. Nessun dubbio, invece, su quelle avvenute dopo il 1300, tra cui anche quella di Carlo V. Una delle incoronazioni più significative in cui questo tesoro fu protagonista, però, fu senza dubbio quella di Napoleone Bonaparte (avvenuta a Milano), che volle (e ottenne) per sé il titolo di Re d’Italia. Successivamente, anche durante il regno dei Savoia, la Corona Ferrea rimase simbolo dei sovrani italiani, tanto da finire nello stemma, ma non venne utilizzata nelle incoronazioni (perché la discendenza maschile della casa reale era oggetto di scomunica papale). In due occasioni, però, venne esposta al pubblico: durante i funerali di Vittorio Emanuele II e di Umberto I.

I riti del Sacro Chiodo di Monza

Con la fine della monarchia in Italia, la Corona Ferrea è tornata ad essere “solo” un reperto storico importantissimo e una reliquia tra le più famose. Le manifestazioni di culto popolare non si sono fermate, nonostante sia ormai accertata la non autenticità del chiodo sacro. Ancora oggi, la terza domenica di settembre, la Corona Ferrea viene tolta dalla sua fortezza, inserita su un alto reliquiario, in posizione verticale (per rendere ben visibile il chiodo) e portata in processone per il centro storico di Monza.

Leggi anche la storia dell’Autodromo di Monza

 

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Monza Power Run, una corsa benefica nel Tempio della Velocità

600 iscritti per una prova amatoriale a ostacoli all’Autodromo Nazionale Monza. Il ricavato sarà devoluto interamente per sostenere la lotta alle leucemie.

Continuano gli appuntamenti solidali all’Autodromo Nazionale Monza. Dopo la Marcia LILT e l'Handcycling GP Monza del giugno scorso, domani, sabato 23 luglio, il Tempio della Velocità accoglierà infatti i partecipanti della Monza Power Run, una corsa benefica e non competitiva il cui ricavato verrà devoluto nella sua interezza a sostegno della lotta alle leucemie. L’evento è organizzato dall’Associazione LELE Forever ODV, che da oltre 20 anni supporta con questo obiettivo i progetti del reparto di Ematologia Adulti dell’Ospedale S. Gerardo di Monza.

I 600 iscritti, che durante la prova dovranno cimentarsi nel superamento di ostacoli scenografici, arrampicate, salti e guadi, dopo la partenza alle 18 a Villasanta faranno tappa in Autodromo per la più intensa delle due giornate, quella in cui dovranno affrontare una corsa di 12 Km. Giunti in Circuito, percorreranno brevi tratti di pista, transiteranno sulle storiche Sopraelevate e su terreni più insidiosi, come le vie di fuga del tracciato e le aree parcheggio.

L’evento, che proseguirà anche nella giornata di domenica 24 luglio con la Monza Sprint Run di 6 Km tra Villasanta e il Parco di Monza, è aperto a tutti, anche senza essere in possesso di certificato medico e con il solo requisito di aver compiuto 18 anni. È possibile inoltre partecipare individualmente o insieme alla propria squadra, composta da almeno 4 concorrenti, con una donazione minima di 43 euro per la 12 km e di 26 euro per la 6 km, e seguendo tutte le procedure si iscrizione specificate sul sito www.monzapowerrun.it. (f.m)


corsi guida sportiva

Guida sportiva: cos’è e come funzionano i corsi per impararla

Imparare la guida sportiva è il sogno di ogni amante dei motori. Un modo per imitare i piloti professionisti, che sanno controllare le loro vetture in tutte le condizioni, usando al meglio il loro potenziale. La guida sportiva è una vera e propria arte che si può apprendere anche solo per dare sfogo alla propria passione.

Chi ha la passione per le auto lo sa: guidare è un’arte. O almeno, lo è per chi interpreta la guida come un vero e proprio incontro con tutta la bellezza e la potenza di un’automobile. Ecco perché, i veri amanti delle auto non si accontentano di mettere nel portafogli la patente di guida (magari una classica B) ma aspirano ad apprendere le tecniche e i segreti dei piloti professionisti, iscrivendosi ai corsi di guida sportiva. Ma di cosa si tratta precisamente? E come funzionano?

Cosa si intende per guida sportiva

La definizione di guida sportiva non è molto difficile. Con questa terminologia, infatti, si indica l’insieme di quelle tecniche di guida che vengono attuate dai piloti professionisti. La guida sportiva è strettamente connessa con la guida sicura, anche se si tratta di due diverse modalità di condurre le macchine. L’analogia sta nel fatto che la vera qualità di un pilota sta nel saper spingere al limite la propria automobile, senza però mettere a repentaglio la propria vita. Guidare in modo sportivo, quindi, significa saper sfruttare al meglio le potenzialità del proprio bolide ma anche riuscire a gestire gli imprevisti e a tenere sempre tutto sotto controllo. Ovviamente, all’interno dell’ampio contenitore della guida sportiva ci sono poi diverse tecniche che ne costituiscono l’ossatura: dalla posizione di guida all’accelerazione, dalla frenata alla gestione delle curve. Sembrano aspetti banali, che chi guida in città applica tutti i giorni, ma se declinati al volante di un’auto sportiva diventano molto più complessi. D’altra parte, quello del pilota è un mestiere che non si improvvisa, ma che si può imparare.

Corsi di guida sportiva: come funzionano

E per impararlo ci sono dei percorsi appositi, denominati proprio corsi di guida sportiva. Sono quelli che danno accesso alla professione di pilota di auto? No, perché per diventare professionisti bisogna seguire un altro iter (leggi qui). Però questi corsi danno la possibilità a tanti appassionati di cimentarsi con le tecniche eseguite in pista dai loro beniamini. Di corsi di guida sportiva ce ne sono moltissimi, organizzati da enti, associazioni e aziende private, oltre che dall’ACI. Anche l’Autodromo Nazionale Monza ne ospita alcuni. Solitamente, si tratta di pacchetti in formula full immersion, che si chiudono in una giornata e comprendono sia una parte teorica che, naturalmente, un’esercitazione pratica in pista. Un’ottima idea regalo per chi ama i motori.

Scopri tutti gli eventi dell’Autodromo Nazionale Monza

 

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ITA AIRWAYS TITLE SPONSOR DEL CENTENARIO DELL’AUTODROMO NAZIONALE MONZA

ITA Airways sarà Title Sponsor del Centenario dell’Autodromo Nazionale di Monza. Il senso di questa importante partnership è stato illustrato questa mattina, presso la lounge di ITA Airways, Piazza di Spagna, al Terminal E dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti il Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, il Presidente del CONI, Giovanni Malagò e il Presidente Esecutivo di ITA Airways, Alfredo Altavilla, l’incontro con i media è stato preceduto dallo svelamento del primo velivolo ITA Airways con il logo per le Celebrazioni del 100° di Monza, un Airbus A330 nuova livrea azzurra dedicato a Tazio Nuvolari, il “Mantovano volante”, universalmente considerato uno dei più grandi piloti di tutti i tempi.

Conosciuto in tutto il mondo come “Il Tempio della velocità”, l’Autodromo Monza è il secondo impianto più antico al mondo ancora in funzione - l’unico nel quale si disputino ancora gare di Formula1 – ed è considerato il tracciato più veloce, oltre che uno dei più
spettacolari e sfidanti, dell’intero Mondiale.

Per celebrare questo incredibile secolo di grande sport, tre aerei con nuova livrea azzurra della flotta ITA Airways vestiranno il Logo delle Celebrazioni dell’Autodromo: oltre all’Airbus A330 dedicato a Tazio Nuvolari, in flotta altri due Airbus A319 che portano il nome di Alberto Ascari, due volte Campione del Mondo di Formula 1 (1952 e ‘53, entrambi su Ferrari), Michele Alboreto (vice-campione mondiale di F1 nel 1985, su Ferrari).

La grande novità di ITA Airways sarà inoltre quella di dedicare l’Ammiraglia della sua flotta, ovvero il nuovo Airbus A350, livrea azzurra al mito Enzo Ferrari – “il Drake” - leggendario fondatore e della scuderia omonima, la più titolata nella storia della Formula 1, con 31 titoli mondiali (16 Costruttori, 15 Piloti). E’ la prima volta in assoluto che l’uomo che ha cambiato la storia dell’automobilismo mondiale ha un aereo con il suo nome, e solo ITA lo poteva fare. Un ringraziamento particolare all’ingegnere Piero Ferrari e al management Ferrari che hanno permesso che questo accadesse.

L’airbus A350 della flotta ITA Airways rappresenta la massima espressione della tecnologia, della sostenibilità e dell’innovazione. È la prima volta che la Compagnia di Bandiera ha in flotta questo aeromobile, per di più in ben 6 unità. Il nome Enzo Ferrari sarà scritto su sfondo rosso, anche questa un’unicità, perché rosso e Ferrari sono una cosa unica, al pari di ITA Airways e l’azzurro, come esclusivo è questo dettaglio di colore rosso tra tutti gli aerei della flotta. Il Connubio tra Enzo Ferrari e ITA Airways è naturale: come Ferrari ha innovato le corse, ITA Airways vuole essere pioniere dell’innovazione nel trasporto aereo. E oggi ACI e l’Autodromo Nazionale di Monza, con la presenza del Coni, hanno dato la possibilità di rendere concreto questo legame. I quattro aerei in livrea azzurra di ITA Airways con il logo celebrativo dell’autodromo di Monza rientrano nella strategia della Società di essere al fianco dello sport. L’aereo “Enzo Ferrari” sarà l’ambasciatore nel mondo delle eccellenze del nostro Paese, ed il suo primo volo sarà speciale. Infatti, al prossimo Gran Premio di Monza di settembre sorvolerà il circuito di Monza e saluterà la griglia di partenza. Sarà un momento unico e sarà un’occasione di grande visibilità dell’Italia a livello mondiale. Inoltre, proprio questo volo sarà alimentato con il SAF, il jet fuel più ecologico al mondo, perché innovazione e sostenibilità vanno di pari passo.

“Con imprese sportive straordinarie, che sono entrate nel mito – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, Presidente dell’Automobile Club d’Italia, la Federazione Italiana dello Sport Automobilistico - Nuvolari, Ascari, Alboreto e, naturalmente, Ferrari, hanno fatto volare e incontrare generazioni di appassionati e tifosi del motorsport di ogni parte del mondo. Ed è proprio questo gemellaggio ideale tra emozioni - quelle dell’automobilismo sportivo e quelle del volo - unitamente alla condivisione di valori fondamentali, comuni allo sport e all’aviazione -massima professionalità, forte competitività, continua innovazione tecnologica, grande attenzione al futuro sostenibile - l’idea alla base di questa importante partnership tra ACI e ITA Airways”.

“Quest’anno – ha concluso Sticchi Damiani – i nostri piloti voleranno insieme: l’augurio di tutti noi è quello che riescano a condurre ITA Airways e il Circuito Nazionale di Monza verso un futuro sempre più luminoso e fortunato”.

"Siamo fieri – ha dichiarato Giovanni Malagò, Presidente del CONI - che l’ACI, attraverso questa prestigiosa partnership, rinsaldi il legame del nostro movimento con ITA Airways. La celebrazione del Centenario dell’Autodromo di Monza e l’attribuzione del naming di quattro aerei a figure e interpreti intramontabili, capaci di imprese leggendarie, esalta l’importanza della storia dell’automobilismo e la fondamentale attività promossa dalla Federazione per il suo sviluppo. La compagnia di bandiera – ha aggiunto Malagò - riconosce, una volta di più, il valore dello sport italiano come espressione dell’eccellenza del Paese, facendolo volare nel mondo nel segno dell’orgoglio collettivo. Una sinergia vincente per arrivare sempre più lontano, sempre più in alto”.

“Monza è il Gran Premio d’Italia e non poteva non esserci la Compagnia di Bandiera, con ACI è una partnership naturale, siamo entrambi ambasciatori della migliore Italia nel mondo.” Ha dichiarato Alfredo Altavilla, Presidente Esecutivo di ITA Airways. “A maggior ragione per l’anniversario del centenario del circuito. È la prima volta che la Compagnia di Bandiera è presente al Gran Premio d’Italia e questa partnership, grazie ad ACI, rafforza il connubio tra ITA Airways e lo sport. Dopo gli aerei intitolati a diversi sportivi, ecco quelli dedicati a quattro figure che hanno scritto la storia dell’automobilismo italiano, con l’esclusivo aereo intitolato ad Enzo Ferrari. Come lui ha innovato le corse, noi vogliamo essere pionieri dell’innovazione nel trasporto aereo. Con convinzione e determinazione stiamo cambiando dei paradigmi da tempo consolidati nel settore, perché sappiamo che le più grandi opportunità arrivano proprio dalla discontinuità che dobbiamo essere capaci di sfruttare al meglio. Ed è quello che stiamo facendo".

“Quando abbiamo lanciato il logo del Centenario alla Expo di Dubai – ha sottolineato Ludovico Fois, Responsabile comunicazione e Consigliere per le relazioni esterne e istituzionali di ACI - ci siamo dati l'obiettivo di dare grande risalto internazionale alla storia del Circuito e, soprattutto, al suo futuro. La scelta di ITA Airways come Title Sponsor del Centenario è un fondamentale tassello di questo percorso, reso possibile dalla presenza di valori condivisi forti e dalla voglia di trasmettere la passione per lo sport e l’energia italiana nel mondo. Il claim scelto - “Quest’anno, i nostri piloti voleranno insieme” - incarna perfettamente questo connubio ideale, unendo i nostri due mondi in una emozionante narrazione comune.


Vaxiviere-Lapierre-Negrão vincono la WEC 6 Ore di Monza 2022

I tre piloti di Alpine giocano una gara d’attacco, approfittano dei problemi di Glickenhaus e superano entrambe le Toyota, che completano il podio assoluto. Splendido secondo posto per le Iron Dames in LMGTE Am.

Matthieu Vaxiviere, Nicolas Lapierre e André Negrão trionfano nella seconda edizione della 6 Ore di Monza del World Endurance Championship, regalando ad Alpine ELF Team una vittoria preziosa in chiave campionato. La gara si decide dopo una lotta entusiasmante con entrambe le Toyota e tre vetture a giocarsi la vittoria fino alla fine, tra sorpassi, controsorpassi e giochi di strategia. L’esito della corsa sembrava già scritto dopo le prime tre ore, quando la Glickenhaus di Olivier Pla, Romain Dumas e Luis Felipe Derani, dominante in qualifica al sabato, aveva un vantaggio di quasi un minuto su tutti i rivali ed era in totale controllo. Ma prima un drive through e poi un problema al turbo costringono i piloti della Glickenhaus 007 LMH ad abbandonare anzitempo la corsa, aprendo le danze a una lotta serrata per la conquista del gradino più alto del podio.

I tre driver di Alpine hanno avuto il merito di disputare una gara sempre all’attacco, nella quale sono stati spesso costretti a inseguire le due vetture della scuderia giapponese, senza però mai mollarne gli scarichi. Gli episodi decisivi si sono verificati nell’ultimo terzo di corsa, quando Vaxiviere ha dato prova della sua forza sorpassando prima la vettura #8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa, che hanno chiuso la 6 Ore al secondo posto assoluto dopo un tentativo di rimonta sui vincitori nel finale, e poi Kamui Kobayashi, al volante dell’altra Toyota GR010 – Hybrid insieme a Mike Conway e Jose Maria Lopez. In questo secondo sorpasso, c’è stato un contatto tra Vaxiviere e Kobayashi, con il pilota nipponico che si è visto obbligato a una sosta ai box per una foratura. La Toyota #7 ha finito così al terzo posto.

Esordio amaro invece per Peugeot nel primo vero banco di prova in una competizione per le due Hypercar 9x8 che la scuderia francese presentava nel Tempio della Velocità. Dopo aver riscontrato problemi tecnici già in qualifica, conclusa al terzultimo posto della griglia, la #93 di Paul Di Resta, Mikkel Jensen e Jean-Eric Vergne si è inchiodata all’ingresso della pitlane dopo pochi minuti ed è stata costretta al ritiro. Stessa sorte anche per i compagni di squadra Loic Duval, Gustavo Menezes e James Rossiter, che sono perlomeno riusciti a percorrere oltre tre ore e mezza di gara e a fornire qualche dato cronometrico al team per i prossimi appuntamenti, pur senza mai riuscire a tenere il ritmo dei primi.

Risultato per nulla scontato anche tra le LMP2, classe nella quale diversi team hanno preso la leadership in più momenti di gara. Alla fine a tagliare il traguardo davanti a tutti sono stati Rui Andrade, Norman Nato e Ferdinand Habsburg sulla loro Oreca 07 – Gibson di Realteam by WRT. Hanno provato a togliergli il primo posto Roberto Gonzalez, Antonio Felix da Costa e William Stevens (Jota), leader della classifica piloti e che hanno comunque disputato una gara straordinaria, rimontando dalla 38esima e ultima posizione della griglia di partenza e arrivando a un passo dal successo di categoria. Vector Sport si è invece aggiudicato l’ultimo posto sul podio di classe con la vettura #10 di Nico Müller, Ryan Cullen e Sebastien Bourdais.

Si è risolta solo a due minuti dalla fine anche la disputa tra le LMGTE Pro, e non è stato un finale piacevole per la Ferrari 488 GTE Evo di Antonio Fuoco e Miguel Molina. Leader fino a quel momento, quando mancavano solamente pochi km alla bandiera a scacchi, i due sono stati obbligati a un ulteriore rifornimento in pit lane per un errore del team, che non aveva ben calcolato la quantità di carburante necessario per arrivare al traguardo. A festeggiare è Corvette Racing, con la Chevrolet Corvette C8.R del duo anglo-americano formato da Nick Tandy e Tommy Milner, che si vedono servito su un piatto d’argento un successo insperato. Terzo posto per l’altra Ferrari in gara nella categoria, quella di Alessandro Pier Guidi e James Calado, in lotta per la vittoria tanto quanto i compagni di scuderia dopo essere partiti davanti a tutti nella loro classe, ma anch’essi penalizzati da un errore al muretto che gli è costato una penalità.

Alle Iron Dames non è bastata invece una prestazione superlativa sia in qualifica che in gara per spuntarla su tutti i competitor nella classe LMGTE Am. Dopo una sorprendente pole di Sarah Bovy e un primo posto confermato per un’ampia fetta di gara anche da Rahel Frey e Michelle Gatting, le ragazze al volante della Ferrari 488 GTE Evo si sono viste soffiare uno storico trionfo a Monza dalla Porsche 911 RSR – 19 di Dempsey-Proton Racing, guidata da Christian Ried e dai britannici Sebastian Priaulx e Harry Tincknell. Cruciale una sosta ai box più lunga del previsto per le Dames, che hanno provato a ricucire lo strappo nel finale senza esito e finendo seconde. Dietro di loro si sono posizionati Mikkel Pedersen, Nicolas Leutwiler e l’italiano Matteo Cairoli, su un’altra delle cinque Porsche in gara.

Per il Tempio della Velocità è stato un weekend mozzafiato non solo in pista ma anche a corredo della gara, grazie alle tante attivazioni organizzate per il pubblico che ha seguito l’evento dal vivo. Un’ottima affluenza di appassionati ha interessato gli spalti, con i tifosi in tribuna centrale spettatori privilegiati delle performance musicali pre-race dell’Orchestra Italiana Bagutti, che ha intonato l’inno italiano poco prima del via della corsa. I tifosi si sono intrattenuti anche nella Fan Area preparata per la gara, con la presenza della famosa presentatrice televisiva Diletta Leotta e le attivazioni di Radio 105, che hanno contribuito a dare ancor più colore alla tre giorni.

Dopo aver ospitato il Campionato del Mondo Endurance, che ha visto anche il mitico dirigibile Goodyear tornare a sorvolare i cieli brianzoli esattamente come lo scorso anno, l’Autodromo Nazionale Monza si prepara per l’evento sportivo più importante dell’anno. Tra il 9 e l’11 settembre sarà infatti tempo per il Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia 2022, con la Ferrari che, dopo la vittoria odierna al Red Bull Ring, spera di ottenere un successo anche nel Tempio della Velocità davanti alla marea rossa che finalmente tornerà a invadere il Circuito monzese. (f.m)