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Breve guida sulla normativa per auto d’epoca

Possedere e guidare un’auto d’epoca rappresenta un sogno dal sapore vintage per moltissimi appassionati di motori. Sulle automobili d’epoca, però, si fa spesso confusione, confondendole con le auto di interesse storico, non avendo ben chiari i vantaggi di cui si può godere possedendone una o non conoscendo a fondo le norme sulla loro circolazione su strada. Questa rapida guida serve a fare un po’ di chiarezza.

Agli occhi di un appassionato di motori, le monoposto che sfrecciano sulle piste di un Gran Premio di Formula 1 hanno l’indiscutibile fascino della velocità e della potenza. In quanto ad appeal, però, le più lente e meno performanti auto d’epoca non hanno nulla da invidiare. Ed infatti, chi ama davvero le automobili sogna di possederne una. In molti casi, però, si fa confusione su cosa sia una macchina d’epoca e su quale sia la normativa che la regolamenta. Quali sono i requisiti che rendono d’epoca un’auto? Cosa distingue le automobili d’epoca da quelle di interesse storico e collezionistico? Come funziona il pagamento del bollo e dell’assicurazione per questo tipo di vetture? Possono circolare liberamente su strada? Ecco tutte le risposte.

Sai come si diventa pilota di auto?

Quando una macchina diventa d’epoca: i requisiti

Si può iniziare dalla definizione di auto d’epoca, racchiusa nell’articolo 60 (comma 2) del Codice della strada:

“i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal PRA perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri”.

Questo breve testo dice molto su quali siano i requisiti di un’auto d’epoca, ai quali si aggiungono altre caratteristiche previste da ulteriori previsioni normative. Facendo una sintesi generale, è possibile affermare che una macchina d’epoca è tale quando:

  • appartiene a un modello che è stato inserito da almeno 30 anni nel registro ASI;
  • ha almeno 20 anni di età;
  • è in buono stato di conservazione;
  • è perfettamente conforme alla fattura originale (di conseguenza, il proprietario deve possedere il relativo certificato di conformità);
  • è stata cancellata dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA);
  • è iscritta ad un registro storico.

Leggi anche i requisiti per le auto storiche

Quanto costano bollo e assicurazione per un’auto d’epoca?

Una volta accertati questi requisiti, si può affermare di avere un’auto d’epoca. A questo punto, però, può sorgere un’ulteriore domanda: di quali benefici gode il proprietario di una vettura d’epoca? La prima risposta è senza dubbio il piacere di guidare una macchina che ha fatto la storia e che ha un fascino davvero unico. Al di là dei (sempre validi) motivi romantici, però, ci sono anche ragioni più concrete per far riconoscere la propria auto come macchina d’epoca. Si tratta soprattutto di vantaggi economici e fiscali, relativi al bollo auto e all’assicurazione. Il primo non è dovuto mentre la seconda può essere sottoscritta a tariffe molto agevolate. Al contempo, però, l’auto storica è soggetta a una specifica tassazione di proprietà, pari a circa 30 euro l’anno.

Le auto d’epoca possono circolare?

Ai vantaggi fiscali fanno da contraltare le limitazioni di circolazione. Chi possiede un’auto d’epoca, infatti, non può andarci in giro per strada come e quando vuole. La circolazione di questo tipo di autovettura è limitata alla sola partecipazione a sfilate, gare e raduni, previo rilascio di una specifica autorizzazione., valida solo per la località e il percorso indicati. Per il resto del tempo, le macchine d’epoca devono starsene ben protette in un garage privato o in bella mostra in un museo. E questa è la differenza maggiore rispetto alle auto di interesse storico o da collezione, che invece possono circolare liberamente, sempre che rispettino le caratteristiche richieste per qualsiasi vettura.

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Mondiale di Formula 1 2022: calendario, risultati, classifiche e tutte le informazioni

Il Campionato del Mondo di Formula 1 del 2022 è ricco di novità e di emozioni. Con i suoi 23 Gran Premi (di cui 2 in Italia) è il Campionato più lungo di sempre e vede anche l’esordio del primo pilota cinese. Tante le innovazioni anche sul fronte del regolamento e dell’aerodinamica, con il ritorno dell’effetto suolo, il debutto degli pneumatici da 18’’ e l’aumento di peso delle vetture. In questo articolo, tutte le informazioni essenziali: i risultati, il calendario dei GP, le scuderie e i piloti in gara.

Leggi anche: Motorsport 2022, tutti gli appuntamenti della stagione

Risultati e classifiche del Campionato del Mondo di Formula 1 2022

Di seguito, le classifiche aggiornate del mondiale piloti e del mondiale costruttori, dopo 11 gran premi disputati.

La classifica piloti Formula 1 2022 (Aggiornata al 24 luglio - GP Francia)

  1. Verstappen Max - Red Bull - 258 punti
  2. Leclerc Charles - Ferrari – 178 punti
  3. Perez Sergio - Red Bull - 173 punti
  4. Russell George - Mercedes AMG – 158 punti
  5. Sainz Carlos - Ferrari – 156 punti
  6. Hamilton Lewis - Mercedes AMG – 146 punti
  7. Norris Lando - McLaren - 76 punti
  8. Ocon Esteban - BWT Alpine – 58 punti
  9. Bottas Valtteri - Alfa Romeo – 46 punti
  10. Alonso Fernando - BWT Alpine – 41 punti
  11. Magnussen Kevin - Haas – 22 punti
  12. Ricciardo Daniel - 19 punti
  13. Gasly Pierre - AlphaTauri - 16 punti
  14. Vettel Sebastian - Aston Martin - 16 punti
  15. Schumacher Mick - Haas - 12 punti
  16. Tsunoda Yuki – AlphaTauri – 11 punti
  17. Zhou Guanyu - Alfa Romeo - 5 punti
  18. Stroll Lance - Aston Martin - 4 punti
  19. Albon Alexander - Williams - 3 punti
  20. Nicholas Latifi - Williams - 0 punti
  21. Nicolas Hulkenberg - Aston Martin - 0 punti

La classifica costruttori Formula 1 2022

  1. Red Bull - 431 punti
  2. Ferrari – 334 punti
  3. Mercedes – 304 punti
  4. Alpine - 99 punti
  5. McLaren - 95 punti
  6. Alfa Romeo – 51 punti
  7. Haas – 34 punti
  8. AlphaTauri – 27 punti
  9. Aston Martin - 20 punti
  10. Williams - 3 punti

Leggi anche: Il calendario 2022 delle presentazioni delle monoposto e dei test ufficiali

Il calendario delle gare di Formula 1 del 2022

L’edizione 2022 del Mondiale di Formula 1 è la più lunga di sempre. Il Campionato del mondo automobilistico, infatti, conta ben 23 Gran Premi, di cui 2 in Italia (Imola e Monza). Sono tornati in calendario i GP di Australia, Canada, Giappone e Singapore, mentre fa il suo debutto assoluto Miami (Florida). Tutto ha avuto inizio il 20 marzo, con il gran Premio del Bahrain, sul circuito di Sakhir, e si chiuderà il 20 novembre ad Abu Dhabi, sulla posta di Isola di Yas. Di seguito il programma completo con i vincitori dei gran premi già disputati.

  • 17-20 MAR – Gran Premio del Bahrain – Sakhir (Bahrain) - Disputato - Vincitore: Lecrerc su Ferrari
  • 24-27 MAR – Gran Premio dell’Arabia Saudita – Gedda (Arabia Saudita) - Disputato - Vincitore: Verstappen su Red Bull
  • 7-10 APR – Gran Premio d’Australia – Melbourne (Australia) - Disputato - Vincitore: Lecrerc su Ferrari
  • 21-24 APR – Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna – Imola (Italia) - Vincitore: Verstappen su Red Bull
  • 5-8 MAG – Gran Premio di Miami – Miami (Florida) - Vincitore: Verstappen su Red Bull
  • 19-22 MAG – Gran Premio di Spagna – Barcellona (Spagna) - Vincitore: Verstappen su Red Bull
  • 26-29 MAG – Gran Premio di Monaco - Monte Carlo (Monaco) - Vincitore: Perez su Red Bull
  • 09-12 GIU – Gran Premio dell’Azerbaigian – Baku (Azerbaigian) - Vincitore: Verstappen su Red Bull
  • 16-19 GIU – Gran Premio del Canada – Montréal (Canada) - Vincitore: Verstappen su Red Bull
  • 30-3 - GIU-LUG – Gran Premio di Gran Bretagna – Silverstone (Inghilterra) Vincitore: Sainz su Ferrari
  • 7-10 LUG – Gran Premio d’Austria – Spielberg (Austria) - Vincitore: Lecrerc su Ferrari
  • 21-24 LUG – Gran Premio di Francia - Le Castellet (Francia) - Vincitore: Verstappen su Red Bull
  • 28-31 LUG – Gran Premio d’Ungheria – Budapest (Ungheria) - Vincitore: Verstappen su Red Bull
  • 25-28 AGO – Gran Premio del Belgio - Spa-Francorchamps (Belgio)
  • 1-4 SET – Gran Premio d’Olanda – Zandvoort (Olanda)
  • 8-11 SET – Gran Premio d’Italia – Monza (Italia)
  • 22-25 SET – Gran Premio di Russia - Sochi, Russia
  • 29-2 SET-OTT – Gran Premio di Singapore - Marina Bay Street Circuit (Singapore)
  • 6-9 OTT – Gran Premio del Giappone – Suzuka (Giappone)
  • 20-23 OTT – Gran Premio degli Stati Uniti – Austin (Texas)
  • 27-30 OTT – Gran Premio del Messico - Città del Messico (Messico)
  • 10-13 NOV – Gran Premio di San Paolo - San Paolo (Brasile)
  • 17-20 NOV – Gran Premio di Abu Dhabi - Isola di Yas (Abu Dhabi)

I piloti e le squadre che si contenderanno il titolo mondiale F1 nel 2022

Se il regolamento e il calendario del Mondiale 2022 di Formula 1 si rivelano ricchi di novità, come vedremo tra poco, meno sorprese arrivano invece dall’elenco delle scuderie e dei rispettivi piloti presenti alla griglia di partenza. Le squadre, infatti, sono le stesse dello scorso anno, avendo tutte riconfermato la loro presenza. E anche sul fronte dei piloti che guidano le monoposto gli innesti e i cambi sono pochi. La novità più importante è senza dubbio il debutto del primo pilota cinese in Formula 1: Guanyu Zhou, che guiderà un’Alfa Romeo. Da registrare anche l’arrivo in Williams di Alexander Albon, che sostituisce George Russell, passato alla Mercedes. A sua volta, il pilota britannico ha sostituito Valtteri Bottas, approdato al volante dell’Alfa Romeo.

Di seguito tutti i team al completo.

Haas

  • Mick Schumacher - confermato
  • Nikita Mazepin - confermato

Red Bull

  • Max Verstappen - confermato
  • Sergio Perez - confermato

Aston Martin

  • Sebastian Vettel - confermato
  • Lance Stroll - confermato

McLaren

  • Daniel Ricciardo - confermato
  • Lando Norris - confermato

AlphaTauri

  • Pierre Gasly - confermato
  • Yuki Tsunoda - confermato

Williams

  • Nicholas Latifi - confermato
  • Alexander Albon – nuovo

Ferrari

  • Charles Leclerc - confermato
  • Carlos Sainz - confermato

Mercedes

  • Lewis Hamilton - confermato
  • George Russell - dalla Williams

Alpine

  • Fernando Alonso - confermato
  • Esteban Ocon - confermato

Alfa Romeo

  • Valtteri Bottas - dalla Mercedes
  • Guanyu Zhou – dal Campionato del Mondo di Formula 2

Scopri di più sul Gran Premio d’Italia 2022

Campionato F1 2022: cosa cambia nel regolamento

Anno dopo anno, il Campionato del Mondo di F1 si modifica e si migliora, alla continua ricerca di adrenalina ed emozioni da regalare a tutti gli appassionati di motorsport. Anche l’edizione 2022 si mantiene su questa scia, con l’introduzione di novità all’aerodinamica e al regolamento, alcune davvero rivoluzionarie.

La prima e forse più evidente è il ritorno dell’effetto suolo, cioè una modifica aerodinamica delle vetture finalizzata ad aumentare la rilevanza del fondo stradale durante la guida, favorendo duelli e testa a testa. Altro grande balzo in avanti è il cambio degli pneumatici, con la Pirelli che dirà addio alle gomme da 13’’ per lanciare quelle da 18’’. E le gomme saranno protagoniste anche di un altro cambiamento rispetto al recente passato. A differenza del 2021, infatti, cadrà l’obbligo per i primi 10 piloti in griglia di utilizzare in gara lo stesso treno di pneumatici delle qualifiche (Q2). Pertanto, al via le monoposto potranno essere equipaggiate con gomme scelte ad hoc. Infine, merita di essere sottolineata anche la novità riguardante il peso minimo delle auto, che sale a 795 kg, ben 43 in più della Formula 1 2021.


corona ferrea

La Corona Ferrea della Regina Teodolinda, tra storia e leggenda

La Corona Ferrea, custodita nella Cappella Teodolinda, all’interno del Duomo di Monza, è uno dei simboli più rappresentativi della città. Secondo la tradizione, al suo interno è saldato uno dei chiodi con cui fu crocifisso Gesù. Per questo, la Corona Ferrea è una reliquia di fama mondiale, che per secoli è stata utilizzata per incoronare i Re d’Italia. Un gioiello che vive sospeso a metà tra storia e leggenda.

Ogni città ha i suoi simboli, pezzi di storia che ne rappresentano l’anima profonda. E tra i simboli di Monza, non si può non assegnare un posto di primo piano alla Corona Ferrea della Regina Teodolinda, uno dei pezzi più pregiati che costituiscono il Tesoro del Duomo cittadino. Una Corona il cui valore storico e culturale supera di gran lunga quello materiale, visto che ha attraversato da protagonista secoli di storia dell’Occidente, finendo sulla testa di sovrani del calibro di Carlo Magno e Napoleone. Ancora più forte, però, è il suo valore religioso. La Corona Ferrea, infatti, secondo la leggenda, custodisce nella sua struttura uno dei chiodi con cui venne crocifisso Gesù. Un innesto che è la vera ragione della sua popolarità e che la rende una reliquia per tutto il mondo cristiano. Per tutti questi motivi, la Corona di Teodolinda merita di essere conosciuta meglio.

Conosci il Duomo di Monza?

Come è fatta la Corona Ferrea di Monza?

Solida, preziosa, carica di personalità: è così che appare la Corona Ferrea. Un pregiato manufatto di antica oreficeria, un gioiello a tutti gli effetti, composto da sei piastre in oro (84%) misto ad argento (16%). Ciascuna piastra è divisa in due sezioni: una più grande, impreziosita da una gemma centrale, da rosette e petali in oro e smalti colorati negli angoli, e una più piccola, ornata con tre gemme. In particolare, le pietre presenti sono zaffiri (7), granati (7) e ametiste (4) a cui si aggiungono semplici pezzi di vetro colorato. L’ultimo elemento di rilievo della struttura che va sottolineato è il cerchio in argento che si trova all’interno (per lungo tempo si è pensato fosse in ferro): secondo la tradizione, infatti, è quello il chiodo proveniente direttamente dalla crocifissione di Gesù.

Dove si trova la Corona di ferro della Regina Teodolinda?

Oggi, la Corona Ferrea si trova all’interno del Duomo di Monza, custodita nella Cappella di Teodolinda, insieme alle spoglie dell’amata regina. Alla Corona è dedicato un intero altare, alto sette metri, realizzato nel 1985 su disegno di Luca Beltrami, sotto il regno di Umberto I. Un alloggio maestoso, che nasconde una teca e una cassaforte. Misure di sicurezza straordinarie per quello che viene definito come il gioiello più importante del mondo.

Tutto quello che c’è da vedere a Monza

Leggenda e mito della Corona Ferrea

Tale importanza della Corona Ferrea deriva direttamente dal suo essere considerata una reliquia religiosa. Al di là dell’importanza storica come manufatto di antica oreficeria, infatti, ciò che l’ha resa celebre è stato il suo utilizzo per l’incoronazione di numerosi sovrani occidentali. Utilizzo che trova le sue radici proprio nel carattere religioso della Corona. Ma cosa dice esattamente la tradizione in proposito? Secondo il culto cristiano, all’interno della Corona Ferrea è saldato uno dei chiodi della crocifissione di Gesù. Tale reliquia sarebbe stata rinvenuta nel 326 d.C. da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, durante un viaggio in Palestina finalizzato proprio a riportare alla luce la croce di Gesù, sepolta sul Golgota. In quell’occasione furono però rinvenuti due chiodi (secondo altre fonti, invece, furono quattro): uno venne saldato sull’elmo di Costantino, l’altro sul morso di un cavallo. Il chiodo inserito nell’elmo, due secoli dopo, fu donato da papa Gregorio I alla regina Teodolinda, che lo mise nella Corona Ferrea (l’altro chiodo, invece, è conservato nel Duomo di Milano). Da quel momento in poi, la Corona Ferrea acquistò un valore simboli altissimo per tutti i sovrani, collegandoli direttamente a Dio.

Chi si è fatto incoronare con la Corona Ferrea?

Per questa ragione, furono molti i regnanti che decisero di farsi incoronare con la Corona Ferrea, come Ottone III di Sassonia, Corrado di Lorena, Corrado I di Svevia, Federico I Barbarossa. Stabilirne il numero preciso, soprattutto per quelle avvenute nei secoli più lontani, è complicato e alcune attribuzioni sono storicamente discusse. Tra queste, vi è l’incoronazione di Carlo Magno. Nessun dubbio, invece, su quelle avvenute dopo il 1300, tra cui anche quella di Carlo V. Una delle incoronazioni più significative in cui questo tesoro fu protagonista, però, fu senza dubbio quella di Napoleone Bonaparte (avvenuta a Milano), che volle (e ottenne) per sé il titolo di Re d’Italia. Successivamente, anche durante il regno dei Savoia, la Corona Ferrea rimase simbolo dei sovrani italiani, tanto da finire nello stemma, ma non venne utilizzata nelle incoronazioni (perché la discendenza maschile della casa reale era oggetto di scomunica papale). In due occasioni, però, venne esposta al pubblico: durante i funerali di Vittorio Emanuele II e di Umberto I.

I riti del Sacro Chiodo di Monza

Con la fine della monarchia in Italia, la Corona Ferrea è tornata ad essere “solo” un reperto storico importantissimo e una reliquia tra le più famose. Le manifestazioni di culto popolare non si sono fermate, nonostante sia ormai accertata la non autenticità del chiodo sacro. Ancora oggi, la terza domenica di settembre, la Corona Ferrea viene tolta dalla sua fortezza, inserita su un alto reliquiario, in posizione verticale (per rendere ben visibile il chiodo) e portata in processone per il centro storico di Monza.

Leggi anche la storia dell’Autodromo di Monza

 

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Campionato Italiano ACI Karting, la guida completa

Il Campionato Italiano ACI Karting 2022 prenderà ufficialmente il via il prossimo 22 maggio. In questa breve guida, tutte le informazioni necessarie per seguire la massima competizione nazionale per i piloti di kart. Dal calendario ai circuiti coinvolti, dai titoli in palio alle modalità di gara.

Come ogni anno, il mondo italiano dei kart si appresta a vivere la sua competizione nazionale più importante, cioè il Campionato Italiano ACI Karting 2022. Cinque appuntamenti sparsi in tutta Italia, ospitati all’interno di circuiti che vedranno sfidarsi i migliori piloti di kart. In palio ci sono ben dieci titoli, divisi su numerose categorie di gara. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa competizione se si è appassionati di corse dei kart.

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Il regolamento del Campionato Italiano ACI Kart

Iniziamo dando uno sguardo a quelli che sono gli elementi essenziali del regolamento del Campionato (che è disponibile per intero a questo link). In particolare, è interessante vedere l’elenco delle classi ammesse e dei titoli in palio che i piloti possono ambire a conquistare.

Classi ammesse e titoli in palio

Al Campionato Italiano ACI Karting sono ammesse le seguenti classi nazionali:

  • 125 KZ2
  • MINI Gr.3
  • 60 Minikart
  • 125 KZN (Under - Senior)
  • IAME X30 Junior
  • IAME X30 Senior
  • Junior ROK
  • Senior ROK

Di conseguenza, i titoli in palio sono i seguenti:

  • Campione Italiano Karting Conduttori 125 KZ2
  • Campione Italiano Karting Conduttori 125 KZ2 Under 18
  • Campione Italiano Karting Conduttori MINI Gr.3
  • Campione Italiano Karting Conduttori 60 Minikart
  • Campione Italiano Karting Conduttori 125 KZN (Under – Senior)
  • Campione Italiano Karting Conduttori IAME X30 Junior
  • Campione Italiano Karting Conduttori IAME X30 Senior
  • Campione Italiano Karting Conduttori Junior ROK
  • Campione Italiano Karting Conduttori Senior ROK
  • Campione Italiano Karting Femminile

Come si svolgono le gare

Ogni appuntamento del campionato nazionale prevede lo svolgimento di due gare, la prima con una lunghezza maggiore della seconda. Lo schieramento di partenza della Gara 1 è stabilito dalle corse della fase eliminatoria. In Gara 2, invece, le prime otto posizioni corrispondono all’inverso dell’ordine di arrivo della Gara 1 (in sostanza, il primo classificato parte ottavo, e viceversa). Il punteggio finale conquistato dal pilota è dato dalla somma dei punti raccolti in ciascuna gara. E bene però precisare che i diversi appuntamenti del calendario non hanno tutti lo stesso peso. Ad alcuni circuiti, infatti, è assegnato un coefficiente pari a 1,5 (Pista Salentina e Pista Sette Laghi), che va moltiplicato per il punteggio attenuto dal pilota in quella tappa.

Il calendario del Campionato Italiano Kart e i circuiti coinvolti

A questo punto, è arrivato il momento di scoprire il calendario del Campionato Italiano ACI Karting 2022, la cosa principale che ogni amante dei motori vuole conoscere, per poter seguire le sue sfide preferite. Per quanto riguarda il numero di gare, il Campionato prevede una distinzione basata sulle categorie. Per alcune, infatti, gli appuntamenti sono 5, per altre 3. In entrambe i casi, però, la mappa dei circuiti coinvolti attraversa tutta Italia.

Ecco l’elenco completo di date e piste:

  • 22 maggio 2022 - Franciacorta Karting Track - Castrezzato (Brescia)

Categorie: KZ2, MINI Gr.3, 60 Minikart, KZN, X30 Junior e Senior, Rok Junior e Senior.

I risultati

  • 26 giugno 2022 - Pista Salentina - Ugento (Lecce)

Categorie: KZ2, MINI Gr.3, 60 Minikart, KZN, X30 Junior e Senior.

I risultati

  • 24 luglio 2022 - Pista 7 Laghi - Castelletto di Branduzzo (Pavia)

Categorie: KZ2, MINI Gr.3, 60 Minikart, X30 Junior e Senior, Rok Junior e Senior.

I risultati

  • 28 agosto 2022 - Circuito Internazionale Napoli - Sarno (Salerno)

Categorie: KZ2, MINI Gr.3, 60 Minikart, X30 Junior e Senior, OK e OK-Junior (prova unica).

  • 25 settembre 2022 - Kartodromo Val Vibrata - Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo)

Categorie: KZ2, MINI Gr.3, 60 Minikart, KZN, X30 Junior e Senior, Rok Junior e Senior.

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corsi guida sportiva

Guida sportiva: cos’è e come funzionano i corsi per impararla

Imparare la guida sportiva è il sogno di ogni amante dei motori. Un modo per imitare i piloti professionisti, che sanno controllare le loro vetture in tutte le condizioni, usando al meglio il loro potenziale. La guida sportiva è una vera e propria arte che si può apprendere anche solo per dare sfogo alla propria passione.

Chi ha la passione per le auto lo sa: guidare è un’arte. O almeno, lo è per chi interpreta la guida come un vero e proprio incontro con tutta la bellezza e la potenza di un’automobile. Ecco perché, i veri amanti delle auto non si accontentano di mettere nel portafogli la patente di guida (magari una classica B) ma aspirano ad apprendere le tecniche e i segreti dei piloti professionisti, iscrivendosi ai corsi di guida sportiva. Ma di cosa si tratta precisamente? E come funzionano?

Cosa si intende per guida sportiva

La definizione di guida sportiva non è molto difficile. Con questa terminologia, infatti, si indica l’insieme di quelle tecniche di guida che vengono attuate dai piloti professionisti. La guida sportiva è strettamente connessa con la guida sicura, anche se si tratta di due diverse modalità di condurre le macchine. L’analogia sta nel fatto che la vera qualità di un pilota sta nel saper spingere al limite la propria automobile, senza però mettere a repentaglio la propria vita. Guidare in modo sportivo, quindi, significa saper sfruttare al meglio le potenzialità del proprio bolide ma anche riuscire a gestire gli imprevisti e a tenere sempre tutto sotto controllo. Ovviamente, all’interno dell’ampio contenitore della guida sportiva ci sono poi diverse tecniche che ne costituiscono l’ossatura: dalla posizione di guida all’accelerazione, dalla frenata alla gestione delle curve. Sembrano aspetti banali, che chi guida in città applica tutti i giorni, ma se declinati al volante di un’auto sportiva diventano molto più complessi. D’altra parte, quello del pilota è un mestiere che non si improvvisa, ma che si può imparare.

Corsi di guida sportiva: come funzionano

E per impararlo ci sono dei percorsi appositi, denominati proprio corsi di guida sportiva. Sono quelli che danno accesso alla professione di pilota di auto? No, perché per diventare professionisti bisogna seguire un altro iter (leggi qui). Però questi corsi danno la possibilità a tanti appassionati di cimentarsi con le tecniche eseguite in pista dai loro beniamini. Di corsi di guida sportiva ce ne sono moltissimi, organizzati da enti, associazioni e aziende private, oltre che dall’ACI. Anche l’Autodromo Nazionale Monza ne ospita alcuni. Solitamente, si tratta di pacchetti in formula full immersion, che si chiudono in una giornata e comprendono sia una parte teorica che, naturalmente, un’esercitazione pratica in pista. Un’ottima idea regalo per chi ama i motori.

Scopri tutti gli eventi dell’Autodromo Nazionale Monza

 

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serie tv per amanti di motori

Serie TV per amanti dei motori: cosa guardare su Netflix, Amazon Prime e Disney+

Di serie televisive per chi è appassionato di auto e moto ce ne sono davvero tante. Netflix, Amazon Prime e Disney+ hanno un’ampia offerta, che spazia dai telefilm ai documentari, dai reality ai cartoni animati. Di seguito, tre proposte per ciascuna piattaforma: una selezione minima di serie tv che un amante dei motori non dovrebbe davvero perdere.

Sei un appassionato di motori ma anche di serie TV? Ti piace passare la serata sul divano, pescando dal catalogo di Netflix, Amazon Prime e Disney+ proposte che ti catapultino nel mondo di auto e moto? Allora, questo articolo fa al caso tuo: tre serie tv imperdibili per ciascuna piattaforma, tutte ricche di adrenalina e bolidi che sfrecciano ad alta velocità. Buona visione!

Preferisci un libro? Ecco gli imperdibili per chi ama le auto

Serie TV automobilistiche da vedere su Netflix

Partiamo da Netflix, la piattaforma “regina” delle serie TV. L’offerta tematica dedicata a chi ama i motori e le emozioni forti è piuttosto nutrita e ben diversificata. Scegliere non è facile e c’è il rischio di perdersi sfogliando il lungo catalogo. Ecco tre segnalazioni che difficilmente deludono.

Formula 1 Drive tu survive. Serie in 4 stagioni, prodotta nel 2019, racconta il dietro le quinte dei Mondiali di Formula 1, visti con gli occhi di piloti, manager e proprietari delle scuderie. Un viaggio immersivo nel fantastico mondo della massima serie automobilistica, per sognare ad occhi aperti.

John DeLorean: mito e magnate. Un documentario che narra la storia di John DeLorean, inventore dell’iconica automobile, celebrata anche dal film Ritorno al Futuro. Un racconto che non nasconde nulla, muovendosi veloce tra le luci e le ombre, l’ascesa e il declino, di un’esistenza fatta di genio e illegalità.

Fast & Furious: piloti sotto copertura. Chi pensa che i film di animazione siano cose da bambini, qui dovrà ricredersi. Tony Toretto e la sua banda, infatti, si trasformano in cartoni animati ma continuano a dare spettacolo a grandi e piccini. Una visione consigliata per passare qualche ora in allegria.

Serie TV automobilistiche da vedere su Amazon Prime

Passiamo al catalogo del colosso della famiglia Amazon. Anche Prime offre agli appassionati di motori una vasta scelta di serie TV a tema motoristico. Le proposte più interessanti, però, vengono dal mondo dei documentari e dei reality, più che da quello della fiction.

Le Mans – Correre è tutto. La mitica 24 Ore di Le Mans è la vera protagonista di questa docu-serie che ne celebra il carattere eccessivo e sopra le righe, con coinvolgenti riprese in 4k e la possibilità di guardare dietro le quinte di sei scuderie in competizione.

The Grand Tour. Uno show poliedrico capace di mescolare ritmo e comicità, motori e amicizia. Quattro stagioni dai sapori forti, per indagare tutte le molteplici sfaccettature della parola avventura, senza porsi limiti.

Moto GP Unlimited. Una docu-serie nuova di zecca, che catapulta lo spettatore nel circo sportivo e mediatico del Mondiale di Moto GP. Davanti all’occhio attento delle telecamere, però, non finiscono solo le gare ma anche le vite quotidiane dei piloti, in preparazione per le sfide in pista.

Serie TV automobilistiche da vedere su Disney+

Infine, tocca a Disney+. Il nome evoca produzioni per bambini, ma chi è abbonato sa bene che non è così. La piattaforma, infatti, ospita tantissime produzioni per adulti e punta molto sui documentari. Ed anche sul tema motori c’è molto da guardare.

Supercar. Non una sola docu-serie ma ben tre, tutte firmate National Geographic. La capostipite è Supercar - Macchine da sogno, che racconta le gesta di una squadra di meccanici capaci di assemblare macchine incredibili. In Supercar – Duello in velocità, invece, si vira verso il reality e il focus è nella sfida tra la pilota professionista Shane Lynch e il team di meccanici: la prima alla guida di una Supercar i secondi chiamati a batterla con una macchina assemblata con pezzi da discarica. Infine, Supercar – I grandi miti si propone come un viaggio nel tempo, alla scoperta di come vengono costruite le auto più straordinarie del mondo.

I maghi del garage. Anche in questo reality, i veri protagonisti sono dei meccanici. Stavolta, però, non assemblano Supercar ma ridanno vita ad auto classiche che rischiano di essere trasformate in rottami dai loro proprietari. Una missione da veri eroi.

Preferisci un film? Ecco i migliori per chi ama i motori


monza centro città

Alla scoperta del centro storico di Monza, un gioiello imperdibile

Il centro storico di Monza conserva alcuni dei tesori artistici e culturali della città brianzola. In pochi chilometri quadrati, passeggiando lungo vie ben tenute, si attraversano secoli di storia, lasciandosi conquistare da monumenti simbolici come il Duomo, la Torre di Teodolinda, l’Arengario e le numerose chiese sparse ovunque. Il centro storico monzese, quindi, è senza dubbio tra le cose da vedere se si decide di visitare la zona.

Se hai in programma una visita a Monza, di uno o più giorni, sappi che devi mettere assolutamente in calendario una passeggiata per il centro storico. Infatti, è senza dubbio questo il modo migliore per conoscere la città brianzola, la sua storia, il suo patrimonio artistico e il suo bagaglio culturale. In particolare, ci sono alcuni punti del centro storico di Monza che non possono essere ignorati. Ecco un breve itinerario per non perdersi.

centro strico monza

Il complesso del Duomo

Questo percorso virtuale non può non partire dal cuore pulsante della città: il Duomo di Monza, con tutto ciò che custodisce. Infatti, all’interno della Basilica minore di San Giovanni Battista (questo il suo vero nome) si trovano alcuni dei pezzi più pregiati che Monza ha da offrire ai turisti: la meravigliosa Cappella Teodolinda, l’Albero della Vita di Arcimboldo, una ricca serie di affreschi prestigiosi, la Corona Ferrea e il Museo del Tesoro e Duomo di Monza.

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Il palazzo dell’Arengario

A poco più di 100 metri a piedi da Duomo, sorge l’altro simbolo di Monza: il Palazzo dell’Arengario, cioè l’antico palazzo comunale. La sua importanza è confermata anche dalla sua posizione strategica, visto che è affacciato su piazza Roma, il centro nevralgico della città, da cui si diramano tutte le vie principali. Oggi, l’edificio è adibito a spazio espositivo, mentre le antiche collezioni che lo riempivano sono state trasferite nei vicini Musei Civici, ospitati nella Casa degli Umiliati.

I Musei Civici di Monza

La distanza tra l’Arengario e i Musei è davvero minima, meno di 300 metri, passando nuovamente in prossimità del Duomo. A conferma che passeggiare per Monza è molto agevole. L’edificio dove si trovano i musei era una vecchia casa di accoglienza per gli affiliati laici degli ordini religiosi. Oggi, i due piani della struttura accolgono sia reperti archeologici che dipinti dal XVI al XX secolo, oltre ad esposizioni temporanee.

La Torre Longobarda, la Torre di Teodolinda e la Torre Viscontea

Se uscendo dai Musei Civici ci si avvia verso il fiume Lambro, si ha la possibilità di ammirare due torri, anch’esse molto caratteristiche. Sono la Torre Longobarda, l’unica di quel periodo ancora intatta, e la Torre di Teodolinda, di epoca medievale. Sempre lungo il Lambro si trova anche l’ottocentesca Torre Viscontea, ma spostata più a Sud, a circa 500 metri dalle altre due.

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Il Ponte dei Leoni e i resti del Ponte d’Arena

Nei pressi della Torre di Teodolinda, è possibile anche ammirare il Ponte dei leoni, il più famoso tra quelli che scavalcano il fiume Lambro. Fu costruito a metà del 1800, con l’intento di esaltare l’Impero austriaco. Per fargli posto, venne demolito ciò che rimaneva del vecchio Ponte d’Arena, molto più grande ma già parzialmente distrutto da un’alluvione, i cui ultimi resti sono ancora visibili.

Le chiese e gli altri monumenti del centro storico di Monza

In chiusura e in ordine sparso, meritano di essere menzionati alcuni altri luoghi di interesse storico e artistico, come il monumento ai caduti che si trova in piazza Trento e Trieste. Discorso analogo per le numerose chiese sparse un po’ ovunque in città, come Santa Maria in Strada, San Maurizio (dove la leggenda narra che abbia preso i voti la monaca di Monza), Santa Maria al Carrobiolo e San Pietro Martire.

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Guida sicura, un corso per diventare piloti responsabili

Frequentare un corso di guida sicura per imparare a stare al volante in modo responsabile è un’ottima idea. L’importante, però, è avere ben chiaro cosa significa guida sicura e quali sono le caratteristiche che un corso deve avere per essere davvero utile. Ecco qualche consiglio per futuri piloti con la testa sulle spalle.

Avere la patente in tasca non significa essere bravi guidatori. Allo stesso modo, essere tecnicamente capaci al volante non implica necessariamente che si è in grado di portare la macchina o la moto in modo sicuro. Capita spesso, infatti, di incontrare persone eccezionalmente capaci di dominare la propria autovettura, magari anche sfrecciando ad alta velocità o in condizioni sfavorevoli, però, proprio per questo eccesso di confidenza, attuano comportamenti davvero poco sicuri, sia per sé stessi che per eventuali passeggeri o fruitori della strada. Guida sicura, quindi, è un concetto ben diverso da guida sportiva o da abilità al volante, e per attuarla non bisogna essere piloti professionisti. Non a caso, esistono dei veri e propri corsi teorico-pratici per imparare a guidare in modo sicuro, aperti a chiunque abbia la patente.

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Cosa si intende per guida sicura

Per essere più precisi, nella definizione di guida sicura si ricomprendono una pluralità di capacità. Alcune hanno a che fare con aspetti tecnici della guida automobilistica o motociclistica, altre, invece, con particolari abilità cognitive. In sintesi, guida sicura significa:

  • Capacità di controllare il veicolo in situazioni di scarsa aderenza con il manto stradale (come nel caso di asfalto bagnato o coperto di ghiaccio)
  • Capacità di controllare il veicolo in situazioni di scarsa visibilità (nebbia, pioggia forte e simili)
  • Capacità di prevenire i pericoli e di comportarsi in modo da evitarli o superarli
  • Capacità di autovalutare la propria capacità di guida (tralasciando di mettersi al volante se troppo stanchi o non perfettamente lucidi)

Come funziona e quanto costa un corso di guida sicura

Per apprendere i fondamenti della sicurezza al volante, il modo migliore è frequentare un corso di guida sicura. Sul mercato ce ne sono molti, alcuni anche organizzati ufficialmente dall’ACI, presso diverse sedi. Anche l’Autodromo Nazionale Monza ospita di frequente eventi dedicati alla guida sicura. Però, per scegliere il corso giusto e non farsi attrarre solo dalla pubblicità, bisogna prestare attenzione al programma, che deve mescolare in modo equilibrato sia lezioni teoriche che esercitazioni pratiche. Inoltre, un serio corso di guida sicura deve comprendere concetti base provenienti da vari ambiti: fisica del movimento, fisica dei materiali, elettronica, sociologia, psicologia. Solo un approccio multidisciplinare, infatti, può dare quella panoramica completa dell’automobile (o della motocicletta) e di sé stessi che è necessaria per guidare in sicurezza.

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gare di endurance

Gare Endurance, quando l’automobilismo diventa resistenza

Le gare endurance per auto sono competizioni di lunga durata, anche fino a 24 ore, che richiedono ai piloti una particolare capacità di resistenza. Vengono corse a bordo di vetture Turismo, Gran Turismo, Sport o prototipi. In alcuni casi, si tratta di competizioni che hanno fato la storia dell’automobilismo, come la Mille Miglia o la 24 Ore di Le Mans.

Di solito, la prima associazione che viene in mente quando si parla di gare automobilistiche è quella con la velocità. Bolidi che divorano l’asfalto a oltre 300 km/h, piloti che aggrediscono le curve come se non volessero frenare mai, monoposto che sfrecciano sotto gli spalti talmente rapide da risultare quasi invisibili. Sono queste le immagini che evoca alla mente la parola automobilismo. Eppure, ci sono delle competizioni in cui non è la velocità la variabile più importante, ma dove invece conta la resistenza, la capacità di spingersi oltre i propri limiti e rimanere al volante per ore e ore, macinando chilometri su chilometri. È il folle mondo dell’endurance per auto.

Cos’è l’endurance nello sport e nell’automobilismo

In realtà, il termine endurance non è una peculiarità dell’automobilismo e dei motorsport. Ci sono specialità di endurance in moltissimi sport, come il ciclismo, il podismo o l’equitazione. Il vocabolo inglese, infatti, si traduce con l’italiano “resistenza” ed è usato per definire tutte quelle gare che hanno una durata particolarmente lunga e che quindi richiedono agli atleti un notevole sforzo protratto nel tempo.

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Come funzionano e quanto durano le gare di endurance per automobili

Attualmente, nell’automobilismo, le gare di endurance vengono svolte esclusivamente su pista, all’interno di autodromi che garantiscono elevati livelli di sicurezza. Una singola gara di endurance di questo tipo può durare anche fino a 24 ore.

In passato, oltre alle gare su pista, erano previste anche competizioni endurance su strada, svolte in vie aperte al traffico. La loro elevata pericolosità, però, ne ha provocato la progressiva cancellazione o la trasformazione in gare su pista. Eredi di quelle vecchie competizioni di endurance su strada sono gli attuali rally, che hanno però regole e modalità di svolgimento molto diverse (e non rientrano nelle gare di resistenza).

Le macchine da endurance

Ovviamente, per poter affrontare competizioni così particolari servono macchine adatte. Dal punto di vista estetico, le automobili da endurance strizzano l’occhio alle monoposto di Formula 1. Sono leggere (fino a 850 kg), equipaggiate con motori potenti (anche superiori ai 1000 cavalli) e quindi capaci di superare i 200 km/h. In linea generale, le auto da endurance sono riconducibili a quattro categorie:

  • Turismo, progettate e costruite in serie per uso su strada e adattate alle gare;
  • Gran Turismo, progettate e costruite in numero limitato e adattate alle gare;
  • Sport
  • Prototipi

Le più importanti gare di endurance per auto

Tra le competizioni endurance del passato, ce ne sono alcune che hanno davvero fatto la storia dell’automobilismo, come la Mille Miglia (che oramai esiste solo sotto forma di rievocazione storica) o la Targa Florio (la più antica, oggi divenuta un rally). Tra le gare che ancora si disputano, invece, non si può non menzionare la 24 ore di Le Mans, che è anche tappa del Campionato del Mondo Endurance (WEC). Quest’ultima è oggi la competizione internazionale per eccellenza del settore. Dal 2012, è gestita dalla FIA e prevede 6 gare (di cui fanno parte anche la 6 Ore di Monza e la celebre 6 Ore di Spa), aperte ad auto Sport Prototipi (LMP1 e LMP2) e Gran Turismo (GTE-Pro e GTE-Am), a cui dal 2021 si sono aggiunte le potentissime Hypercar. Altra gare endurance di rilievo internazionale sono la 24 ore del Nurburgring in Germania, la 12 Ore di Bathurst in Australia, la 24 Ore di Daytona e la Petit Le Mans negli Stati Uniti.

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Monza in bici, 4 itinerari da non perdere per scoprire la città e la Brianza

Una breve guida per scoprire dove andare in bici a Monza e in Brianza. Quattro itinerari di cicloturismo adatti a tutte le età e i livelli di allenamento. Un modo diverso, più lento e consapevole, per scoprire alcune delle bellezze monzesi: dall’Autodromo Nazionale al Parco, dal centro storico al fiume Lambro. Pedalando si impara e si scopre.

Monza e la Brianza sono luoghi ricchi di storia, cultura, arte e natura, che si prestano ad essere visitati in sella ad una bicicletta. Per questo motivo, in zona, il cicloturismo è una realtà sempre più presente. Una modalità di viaggio che vale la pena sperimentare almeno una volta nella vita, perché aiuta a gustare le cose con maggiore lentezza e profondità. Di possibili itinerari da percorrere in bici, a Monza e nei dintorni, ce ne sono numerosi; così come sono molti i servizi che vengono offerti ai turisti che amano pedalare, a cominciare dal noleggio biciclette pubbliche. Di seguito, 4 proposte per girare Monza e la Brianza in bici, adatte a tutte le età, le esigenze e i livelli di allenamento. Buona pedalata!

Pedalate e adrenalina: tour in bici sulla pista dell’Autodromo Nazionale Monza

Hai mai immaginato di poter calcare, in sella ad una bicicletta, la celebre pista dell’Autodromo Nazionale Monza? Sembra un sogno ma è la realtà. Il Tempio della Velocità, infatti, in alcuni giorni dell’anno, apre le sue porte ai ciclisti amatori e professionisti che desiderano fare un giro di pista sulle due ruote. Un’emozione unica, che porta gli appassionati delle bici a cimentarsi su un asfalto davvero speciale, carico di storia e di adrenalina.

Scopri di più sull’iniziativa Bici in pista

Immersi nella natura: scoprire in bicicletta il Parco di Monza

Il Parco di Monza, che fa parte, insieme alla Villa Reale, del complesso della Reggia, è un luogo dal fascino indiscutibile, che niente ha da invidiare alla più rinomata Versailles. Il parco recintato più grande d’Europa, infatti, ospita al suo interno una molteplicità di attrazioni turistiche, per adulti e bambini. E il modo migliore per conoscere e visitare il Parco di Monza è proprio la bicicletta, che può anche essere comodamente noleggiata sul posto.

Scopri di più sul Parco di Monza

Tra storia e arte: pedalando nel centro storico di Monza

Il centro storico di Monza è un elegante salotto, uno scrigno che custodisce perle di bellezza come il Duomo di Monza con il suo Museo dei Tesori, la Torre Teodolinda o le numerose e suggestive chiese. Il tutto è raccolto in un fazzoletto di pochi chilometri quadrati, pressoché pianeggiante. Una situazione ideale per sperimentarsi cicloturisti e visitare i monumenti e i luoghi di interesse spostandosi in bicicletta. Tra l’altro, pedalare mette fame e si avrà così una scusa per gustare le specialità della cucina brianzola.

Leggi anche: Cosa fare a Monza e Cosa vedere a Monza

L’anello del Lambro: conoscere il fiume in sella ad una bici

Non si può visitare Monza senza omaggiare il suo vero signore: il fiume Lambro. E la bicicletta è davvero il modo migliore per approcciare a questo incontro. Di itinerari cicloturistici che costeggiano il Lambro e permettono di conoscere anche altre aree della Brianza ce ne sono diversi. Quale scegliere? Tutto dipende dal proprio livello di allenamento e da quanto tempo si vuole spendere in bici. Uno dei più interessanti, però, è senza dubbio il giro ad anello che porta fino a Verano Brianza e ritorno (qui il tragitto dettagliato). Una vera pedalata nel cuore brianzolo.

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