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Cosa fare a Monza: tre consigli per un weekend indimenticabile

Ci sono almeno tre cose da fare a Monza durante un fine settimana di vacanza: visitare il centro storico, passeggiare per il Parco e abbandonarsi all’adrenalina dell’Autodromo. Ecco una breve guida per turisti che non vogliono perdersi il meglio che la città lombarda può offrire.

Cosa fare a Monza? Ogni mese, centinaia di persone fanno questa ricerca su Google. Seppure molto più piccola della vicina Milano, infatti, Monza è una città in grado di attrarre turisti in tutti i periodi dell’anno. E a chi la visita, la città offre numerose possibilità di svago e divertimento, tra monumenti, itinerari naturalistici e attrazioni di vario tipo. Quella che segue è una brevissima guida per turisti in cerca di consigli. Non un elenco esaustivo di tutto ciò che è possibile fare a Monza, ma una selezione di tre cose davvero imperdibili, perché sono quelle che rendono unica la città. E sono attività che si possono esaurire in un weekend.

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Un tour (a piedi) del centro storico

Non c’è dubbio che un bel giro nel centro storico di Monza debba essere in cima alla lista delle cose da fare per chi visita la città. Tra l’altro, si tratta di un centro storico piuttosto raccolto, con i monumenti principali che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro, quindi può essere visitato tutto a piedi con piacere. L’ideale è partire dal cuore: il Duomo di Monza e il suo Museo dei Tesori. Dalla piazza del Duomo, poi, si possono raggiungere facilmente tutti gli altri monumenti che compongono il centro storico di Monza, raccolti in questo elenco non esaustivo:

  • Palazzo dell’Arengario;
  • Monumento ai Caduti;
  • Torre Teodolinda;
  • Musei Civici;
  • Ponte dei Leoni sul fiume Lambro;
  • Chiesa di Santa Maria in Strada;
  • Chiesa di San Maurizio;
  • Chiesa di Santa Maria al Carrobiolo;
  • Chiesa di San Pietro Martire;
  • Reggia di Monza o Villa Reale (leggermente decentrata, ma comunque raggiungibile con una passeggiata di appena un quarto d’ora).

Siccome, però, non di sole arte e cultura si ciba un turista, è bene sottolineare che nel centro storico di Monza si incontrano facilmente locali e ristoranti in cui mangiare, fermandosi per un pranzo o per una cena, oppure per un semplice aperitivo. Così anche cosa mangiare a Monza diventa un quesito semplice a cui rispondere.

Leggi anche: Casa vedere a Monza

Una passeggiata nel Parco di Monza

Seconda tappa, stavolta a carattere naturalistico: il Parco di Monza. È davvero un luogo unico (qui un approfondimento dedicato), che merita di essere vissuto anche solo con una passeggiata o una breve escursione in bicicletta. Fa parte del complesso della Villa Reale ed è il più grande parco urbano d’Europa, con oltre 700 ettari di estensione che ospitano un grande varietà di flora e di fauna. Inoltre, il Parco accoglie dei veri e propri monumenti verdi, alberi secolari che rappresentano un’attrazione unica.

Se si vuole essere sicuri di non disperdere le energie di fronte a tanto potenziale, è possibile visitare il Parco di Monza affidandosi a uno degli itinerari turistici preconfezionati (disponibili anche sul sito ufficiale):

  • La Reggia va in scena;
  • Due passi nella storia;
  • Lungo il fiume Lambro;
  • I giganti verdi;
  • Sui sentieri degli gnomi;
  • Sui sentieri di cavalieri e streghe;
  • Dalle cacce del re al tempio della velocità;
  • La Monza dei Savoia.

Scopri di più sul Parco di Monza

Un giro di pista sul circuito dell’Autodromo Nazionale Monza

Dopo essersi nutriti di arte e cultura ed aver respirato a pieni polmoni la bellezza della natura, è il momento di regalarsi una scarica di adrenalina e divertimento. E per farlo, non c’è luogo migliore dell’Autodromo Nazionale Monza, che offre, tra le altre cose, la possibilità di sperimentare Driving Experience uniche. Il Tempio della Velocità, quindi, apre le sue porte a tutti gli appassionati di motori e anche a coloro che di auto non capiscono molto ma vogliono provare l’ebbrezza della pista almeno una volta nella vita.

Scopri di più sulle Driving Experience

I contenuti originali di questo articolo sono prodotti da un service esterno senza alcun coinvolgimento dell'ufficio stampa dell'Autodromo Nazionale Monza.


Diventare pilota di auto da corsa, la professione che tutti sognano

Breve guida per chi vuole diventare pilota di auto da corsa: requisiti richiesti, corsi ACI e visite mediche per ottenere una patente sportiva. La strada ufficiale per realizzare il sogno di correre su una pista come un vero pilota di motorsport.

A molti sembra un sogno irraggiungibile, ma quella del pilota sportivo di automobili è una professione a tutti gli effetti, con le sue regole e i suoi criteri di accesso. E la verità è che ottenere una licenza ACI Sport per correre in pista come un vero professionista non è un traguardo proibitivo riservato a pochi eletti. Certo, non è neanche semplice, ma se sogni da sempre di fare il pilota, è giusto che tu ti conceda una possibilità. Chissà, un giorno potresti essere protagonista di una gara sul tracciato dell’Autodromo Nazionale Monza, il Tempio della Velocità. Questo breve articolo è pensato proprie per essere una semplice e veloce guida per diventare pilota di auto da corsa conseguendo una patente sportiva. Partiamo!

I requisiti per diventare pilota di auto

Un aspirante pilota sportivo, per legge, non deve soddisfare particolari requisiti. Ciò che viene richiesto sono solo un’età minima (e massima) e il possesso di una patente per la guida su strada.

L’età per diventare pilota

Per quanto riguarda il requisito dell’età, bisogna aver compiuto i 18 anni e non aver superato gli 80 anni, limite oltre il quale si è considerati non più in grado di sedersi al voltante di un’autovettura sportiva, all’interno di un circuito professionale. Una precisazione, però, è d’obbligo. L’età minima, infatti, è richiesta per le patenti sportive, ma mettersi al volante è un’attività che si può cominciare addirittura a 6 anni (nel caso dei kart) o a 15 anni (per le auto sportive all’interno di un circuito chiuso).

La patente B

Secondo requisito richiesto è il possesso della patente di guida di tipo B, quella normalmente richiesta per la circolazione su strada con automezzi che non superino le 3,5T di peso. Ovviamente, nel caso si possiedano patenti di grado superiore, queste sono ugualmente accettate.

Età minima Età massima Patente di guida
18 80 Tipo B

Come si fa a diventare pilota d’auto? Il percorso completo

Possiedi sia il requisito dell’età che quello della patente? Bene, allora il tuo percorso verso l’acquisizione di una licenza sportiva può iniziare presentando l’apposita domanda presso gli Uffici Sportivi dell’Automobile Club Italia (ACI), che sono presenti in ogni capoluogo di provincia.

I documenti necessari

Durante l’iter di ottenimento della patente ti verranno richiesti:

  • Documento di identità in corso di validità;
  • Tessera di socio ACI;
  • Certificato di idoneità psico-fisica all’attività agonistica o non agonistica (rilasciato previa visita medica, da effettuarsi presso un Centro di Medicina dello Sport accreditato);
  • Certificato di vaccinazione antitetanica;
  • Versamento della tassa di licenza (guarda il listino ACI Sport aggiornato e scopri quanto costa diventare pilota).

Il corso per aspiranti piloti

La burocrazia, però, non è sufficiente per diventare pilota. Bisogna anche partecipare ai corsi organizzati dall’ACI, che sono gratuiti, vengono attivati durante tutto l’anno e prevedono rilascio di un attestato. Sono semplici lezioni teoriche, senza esami finali, finalizzate a spiegare le regole basilari degli sport automobilistici (qui l’elenco dei corsi ACI in programma per prime licenze).

I principali argomenti trattati sono:

  • l’ordinamento sportivo;
  • i tipi di licenza;
  • le omologazioni delle auto;
  • lo svolgimento delle gare e il ruolo dei professionisti coinvolti;
  • il significato delle bandiere esposte in gara;
  • le sanzioni per irregolarità tecniche e sportive e i relativi reclami.

Track Days – Corri sulla posta di Monza come un vero pilota

 

I contenuti originali di questo articolo sono prodotti da un service esterno senza alcun coinvolgimento dell’ufficio stampa dell’Autodromo Nazionale Monza.


Cosa vedere a Monza: 5 consigli imperdibili

Cosa vedere a Monza: 5 consigli imperdibili

Visitare Monza è un’esperienza comoda e piacevole. La città lombarda, a pochi passi da Milano, ha una lunga storia di cultura e tradizioni e offre gioielli artistici di inestimabile valore. Quella che segue è una breve guida su cosa vedere a Monza, pensata per chi ha pochi giorni a disposizione (magari solo un weekend lungo) e tanta voglia di scoprire la bellezza del capoluogo che diede i natali alla celebre Monaca Gertrude, la cui storia viene narrata da Alessandro Manzoni nei promessi sposi.

Ti stai apprestando a trascorrere un weekend a Monza e vuoi capire cosa vedere? Questo articolo può davvero darti una mano e aiutarti a organizzare al meglio il tempo. È una breve guida che ti indica i 5 monumenti o luoghi che non puoi davvero perdere, perché caratterizzano profondamente la città lombarda. Monza, infatti, ha molto da offrire culturalmente, sia in termini storici che artistici, e nulla da invidiare alla vicinissima Milano. E poi, è un luogo dall’animo estremamente moderno, non a caso ospita il più famoso circuito automobilistico italiano, cioè l’Autodromo Nazionale Monza, conosciuto in tutto il mondo come Tempio della Velocità. Ma procediamo con ordine, e iniziamo questo piccolo viaggio per le strade di Monza, diviso in cinque tappe.

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Duomo di Monza e Museo dei Tesori

Un percorso che non può non iniziare dal re indiscusso della città: il Duomo di Monza (il cui nome ufficiale, però, è Basilica minore di San Giovanni Battista). Un monumento che merita di essere in testa alla classifica, perché entrerebbe di diritto anche nella lista ancora più ristretta delle cose da vedere a Monza in un giorno solo. Il Duomo fu edificato tra il XIV e il XVII secolo e custodisce al suo interno alcuni capolavori senza tempo, tra cui l’Albero della Vita di Arcimboldo e la meravigliosa Cappella Teodolinda. Quest’ultima prende il nome dalla regina longobarda che convertì i monzesi al cattolicesimo e che ancora oggi è una figura molto amata nel capoluogo (è dedicato a lei il pittoresco corteo storico che anima le strade ogni anno a inizio luglio). Inoltre, è conservata nel Duomo anche la cosiddetta Corona Ferrea, con cui per secoli venere incoronati diversi re, tra cui anche i Re d’Italia. Annesso all’edificio, c’è anche il Museo del Tesoro e Duomo di Monza, i cui cimeli coprono oltre 1400 anni di storia.

Centro storico di Monza e fiume Lambro

Una volta usciti dal Duomo, ci si ritrova sulla bellissima piazza omonima, cuore del centro storico cittadino. Da qui può partire una passeggiata che tocca i monumenti fondamentali: Palazzo dell’Arengario, Monumento ai Caduti, Torre Teodolinda (ancora lei!) e Ponte dei Leoni sul fiume Lambro.

Il Palazzo dell’Arengario è l’edificio più importante di Monza dopo il Duomo (da cui dista appena due minuti a piedi). Si tratta di un ex palazzo comunale, collocato in una zona dove si incrociano le principali vie cittadine, tra cui via Italia, l’arteria che congiunge il centro di Monza con il cuore di Milano. Attualmente, l’Arengario ospita mostre d’arte e fotografiche. Poco distanti dal Duomo e dall’Arengario ci sono anche Piazza Trento Trieste, sede del monumento ai caduti, e la Torre di Teodolinda, di epoca medievale. Una visita non può essere negata neanche al Ponte dei Leoni, che cavalca il fiume Lambro e che deve il suo nome alle quattro statue poste ai suoi estremi.

Infine, il centro storico di Monza è ricco di piccole chiese che meritano comunque una menzione (e magari un’occhiata, visto che si è sul posto), come Santa Maria in Strada, San Maurizio (dove la leggenda narra che abbia preso i voti la monaca di Monza), Santa Maria al Carrobiolo e San Pietro Martire.

Villa Reale (o Reggia di Monza)

Leggermente decentrato rispetto agli altri monumenti di rilievo, a circa un quarto d’ora di passeggiata dal Duomo, sorge uno dei simboli di Monza: la Villa Reale (conosciuta anche come Reggia). Nata come palazzo ducale nel 1777, per volere di Ferdinando d’Asburgo, fu successivamente acquisita dalla famiglia reale, che ne fece una lussuosa residenza estiva. La Villa Reale porta la firma dell’architetto Giovanni Piermarini, allievo di Vanvitelli. Non a caso, lo stile classico e pulito che caratterizza l’architettura esterna, ricorda molto due celebri realizzazioni del Vanvitelli: la Reggia di Caserta e il Teatro alla Scala di Milano. Internamente, la Reggia è divisa in due sezioni: gli appartamenti reali e le sale di rappresentanza, entrambe estremamente affascinanti.

Parco di Monza

La Villa Reale è incastonata all’interno del Parco di Monza, altra attrazione che non può essere trascurata ed è assolutamente da vedere. Con i suoi 700 ettari di estensione, triplica l’ampiezza del parco di Versailles ed è il più grande parco urbano d’Europa. Istituito nel 1805, oggi il Parco di Monza rappresenta un polmone verde irrinunciabile per la città, da percorrere a piedi o in bicicletta.

Leggi di più sul Parco Reale di Monza

Autodromo Nazionale Monza

L’ultimo posto (ma non per importanza) di questa ista dedicata alle cose assolutamente da vedere a Monza è occupato da un’attrazione molto più contemporanea delle precedenti, cioè l’Autodromo Nazionale Monza. Il Tempio della Velocità, conosciuto e amato a livello internazionale, sorge all’interno del Parco, nei pressi della Reggia di Monza, dando vita a un originale accostamento tra antico e moderno. D’altra parte, anche la pista è un pezzo di storia, essendo, da decenni, la cornice in cui si svolge il Gran Premio d’Italia di Formula 1.

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I contenuti originali di questo articolo sono prodotti da un service esterno senza alcun coinvolgimento dell’ufficio stampa dell’Autodromo Nazionale Monza.